.
Annunci online

federica mogherini
Agenda

MERCOLEDI 25 LUGLIO 2012

24 luglio 2012 permalink 0commenti
Sull' Europa

SULLA CRISI DELLA DEMOCRAZIA IN EUROPA

28 giugno 2012 permalink 0commenti
Il mio intervento di ieri in aula all'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, a Strasburgo, sulla crisi della democrazia in Europa:

2012 ORDINARY SESSION

PARLIAMENTARY ASSEMBLY OF THE COUNCIL OF EUROPE

________________________

(Third part)

REPORT

Twenty-third Sitting

Wednesday 27 June 2012 at 10 a.m.

3. Joint debate – Democracy at risk: the role of citizens and of the State today: (i) The crisis of democracy and the role of the state in today’s Europe; (ii) The portrayal of migrants and refugees during election campaigns

Ms MOGHERINI REBESANI (Italy) – All around Europe, there are two paradoxes facing our democracies. On the one side, globalisation and the financial crisis have unveiled the urgent and absolute need for global political action. A couple of decades ago, we used to say that we should think globally and act locally. It is now clear to everybody that this is not enough: we have to think globally but act locally and globally as well. We need global levels of institutional co-operation and global political actors – although I should say that civil society, youth movements and international non-governmental organisations sometimes seem far more ready to act in this way than political parties. On the other side of the paradox, opinion polls and electoral trends show that people seem to be afraid of delegating national sovereignty – look at the European Union debate. There has also been an increase in populist discourse and localist movements, yet often, those citizens who declare that globalisation is the context in which politics should take place are the same ones who vote for localist parties or movements.

In these times of economic crisis, we are facing conditions where political leaders and parties know exactly what should be done. Let us take the example of immigration. We all know very well that immigration is not only unstoppable but necessary, if we want our economies and welfare systems to be sustainable. On the other side, we have to win elections, and sometimes long-term and global thinking is compromised by the short-term electoral message. This is the second paradox that we are facing in our democracies. I will put it in a brutal way: has democracy become part of the problem rather than part of the solution? This is the implication when you look at Greece – or, sometimes, at Italy. Our elections are a time of problems rather than a time of participation.

The answer is to open up participation. On the one side, we need a different kind of participation – earlier, someone talked about horizontal or interactive participation – but on the other side, we need to exercise responsibility, as was mentioned just now. Electorates ask political parties to take responsibility, speak the truth and deliver results. This is what we have to do. The only solution is transparency in politics and institutions, and opening up political parties, making them effective and efficient instruments for participation, at the service of their communities and countries through delivering results. Only in this way will we save our democracies from these paradoxes.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Consiglio d'Europa democrazia cittadini Europa

permalink | inviato da BlogMog il 28/6/2012 alle 13:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Sull' Europa

“SMART AUSTERITY” WILL DELIVER ECONOMIC RECOVERY TO EUROPE

27 giugno 2012 permalink 0commenti



Quì una mia intervista sul dibattito in corso all’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa a Strasburgo sulle conseguenze della crisi economica e delle misure di austerità per la democrazia e per i diritti sociali in Europa.

Per la pace

AL FIANCO DELLA SOCIETA' CIVILE IN AFGHANISTAN, PER I DIRITTI UMANI E LA DEMOCRAZIA

25 maggio 2011 permalink 0commenti

"E’ stato molto importante e positivo il lavoro svolto dalla Conferenza internazionale delle organizzazioni della società civile afghana, che si è tenuta ieri ed oggi a Roma.

Ci giunge da lì un chiaro appello del popolo afghano alla collaborazione internazionale che merita di essere raccolto con convinzione.
Così come sono positive e condivisibili le raccomandazioni contenute nella dichiarazione conclusiva, che in particolare sollecitano una maggiore trasparenza nel processo politico di riconciliazione nazionale, il pieno rispetto dei diritti umani, il protagonismo internazionale delle forze vive e sane della società civile afghana".
E’ quanto dichiara Federica Mogherini, deputata PD e Segretario della Commissione Difesa della Camera dei Deputati.
"E’ compito dell’Italia e di tutti i paesi impegnati in Afghanistan ascoltare con attenzione le ragioni degli afghani, che invocano maggiore cooperazione internazionale e non ritiri militari affrettati e imposti più dalle agende nazionali dei paesi occidentali, che dalla considerazione dei reali interessi di quel paese. Fughe precipitose possono lasciare dietro di sé una condizione caotica o, peggio, il ritorno al potere dei talebani.
Per questo, va rilanciato l’impegno internazionale in quella regione, impegno di natura non solo militare, ma sempre di più di profilo economico e civile.
Ci attendiamo per questo scelte chiare alla prossima Conferenza di Bonn, che confermino un impegno dell’Italia e del resto della comunità internazionale che dovrà continuare nel tempo e avere come unico obiettivo la stabilizzazione della regione, il rafforzamento delle istituzioni e del processo democratico, la promozione e la piena affermazione dei diritti umani, a partire da quelli delle donne".

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. italia democrazia afghanistan diritti umani

permalink | inviato da BlogMog il 25/5/2011 alle 19:50 | Versione per la stampa
Attività parlamentare

LIBIA: IL PD PRESENTA INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDITA

23 febbraio 2011 permalink 0commenti

Questo è il testo dell'interrogazione a risposta immediata sulla Libia che abbiamo presentato ieri e che sarà discusso oggi in Aula alla Camera nel primo pomeriggio:

Al Ministro degli esteri:

per sapere - premesso che-

la Libia è ormai sull'orlo di una vera e propria guerra civile, con un bilancio ufficioso che parla di centinaia di morti e feriti, destinati ad aumentare drammaticamente a causa dei bombardamenti in atto da parte dell’aviazione di Gheddafi sui manifestanti;

a fronte delle notizie allarmanti circa un gran numero di mercenari assoldati con il compito di sparare su quanti protestano anche pacificamente nelle strade, vi sarebbero notizie relative all’avvenuta diserzione di alcune unità dell'esercito che si sarebbero unite ai manifestanti, in un momento in cui è assai difficile prevedere con esattezza l’evoluzione a breve della difficile situazione che sta vivendo il popolo libico;

mentre l’amministrazione Obama – al pari di altri paesi europei - si è affrettata a condannare con nettezza la brutale repressione in atto e ha considerato non tollerabile la violenza contro chi protesta in modo pacifico, colpisce la linea di silenzio prima, e assai timida reazione poi, del nostro Governo, che si è limitato in una prima fase a dichiarare di non voler disturbare il leader libico; e solo successivamente, costretto dall’incalzare degli eventi, a esprimere parole meno timide di condanna;

il colpevole ritardo con cui l’Italia ha denunciato la strage di civili in atto in Libia è stato inoltre accompagnato da timidezze e cautele durante lo svolgimento del vertice del Consiglio europeo, durante il quale l’Italia avrebbe scoraggiato una più ferma presa di posizione delle cancellerie europee, motivandola col fatto che sarebbe a rischio l’integrità territoriale della Libia;

a fronte della gravità di quanto sta avvenendo non sono certo il silenzio o le eccessive cautele che potrebbero scongiurare l’eventuale rischio di una rottura dell’integrità territoriale della Libia, ma solo l’avanzare del processo democratico potrà aprire ad una soluzione positiva della crisi in atto;

quello che sta accadendo in Libia fa parte indubbiamente di un processo assai più ampio, che sta caratterizzando non solo la sponda sud del Mediterraneo, coinvolgendo paesi come la Tunisia e l’ Egitto, ma che si sta estendendo fino a paesi come lo Yemen e il Bahrain, dove - esattamente come in Libia - la risposta alle richieste popolari di riforme e maggior democrazia sta assumendo connotati di ferocia e brutale repressione;

proprio in ragione dei rapporti importanti e significativi del nostro paese con la Libia, anche alla luce della positiva chiusura del contenzioso coloniale con la firma e la ratifica del Trattato di amicizia e cooperazione, spettava e spetta all’Italia un dovere assai più forte nel condannare con fermezza i morti di Bengasi e nel ribadire che la libertà di espressione e di riunione pacifica, sono diritti fondamentali di ogni essere umano, e che come tali debbono essere sempre rispettati e protetti;

l’imbarazzo che ha contraddistinto la posizione ufficiale italiana è figlio invece di un’impostazione della nostra politica estera, e di una gestione del trattato di cooperazione con la Libia, di natura tutta propagandistica, disposta a concedere a Gheddafi una credibilità che non meritava e ad esaltarne i tratti più incivili, pur di ottenere risultati di immagine in materia di immigrazione, con la conseguenza di aver perso in questi anni ogni capacità di pressione sul colonnello libico, ad iniziare dalla questione dei rifugiati;

l’onda lunga delle rivoluzioni democratiche non si è affatto esaurita, e l’Italia deve avere chiaro l’obbiettivo di aiutare tutti quei processi democratici volti a costruire una nuova stabilità e nuove prospettive di sviluppo tra le due sponde del mediterraneo, né può limitarsi al ruolo di mero spettatore passivo a fronte dello sgretolarsi di quei regimi che se da un lato hanno assicurato stabilità, dall’altro lo hanno fatto anche al costo di una pesante negazione dello stato di diritto e di libertà fondamentali :-

quali iniziative urgenti il Governo intenda adottare, sia sul piano bilaterale che nelle opportune sedi internazionali, affinché abbia al più presto fine la brutale repressione in atto in Libia e venga dato ascolto alle richieste di riforme e tutela delle libertà fondamentali provenienti dal popolo libico.

Franceschini, Tempestini, Ventura Maran, Amici, Lenzi, Boccia, Quartiani, Giachetti, Rosato, Pistelli, Narducci, Barbi, Colombo, Corsini, Losacco, Porta, Mogherini


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Libia Italia diritti umani libertà democrazia

permalink | inviato da BlogMog il 23/2/2011 alle 10:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Per la pace

OGGI AL PANTHEON

22 febbraio 2011 permalink 0commenti

 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Libia democrazia PD

permalink | inviato da BlogMog il 22/2/2011 alle 16:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Democratica

NON CAPISCO

14 maggio 2009 permalink 4commenti
La fiducia in Berlusconi (e in Maroni, e in quasi tutti i ministri leghisti) e' in calo. C'e' una crisi economica che le persone vivono sulla loro pelle e per la quale il governo non sta facendo niente. Ci sono i terremotati sotto le tende, e niente soldi per la ricostruzione. C'e' un dibattito pubblico sullo stato di salute psico-fisica del presidente del consiglio, avviato da una fondazione vicina al PdL e dalla persona che si presume lo conosca di piu', sua moglie. C'e' per la prima volta da 15 anni una presa di posizione al giorno della chiesa contro le scelte del governo. Ci sono provvedimenti annunciati e mai realizzati, di cui si e' persa ogni traccia (qualcuno ricorda il "piano casa"?)
Tutto questo avviene durante una campagna elettorale. Che oltre ad essere fondamentale per il PD e' decisiva per il paese, per la qualita' della sua vita democratica e della sua liberta'.
Abbiamo sperimentato, dopo le dimissioni di Veltroni, un metodo semplice, banale e che ha portato i suoi frutti: si discute quanto si vuole, ma non sui giornali. Si decide, e la decisione quando e' presa e' di tutto il partito. Messaggi univoci, chiari, condivisi. Priorita': contrastare il governo, incalzarlo con le nostre proposte, verificarne in modo rigoroso le promesse non mantenute.
E oggi (ieri, l'altroieri...) c'e' chi non ha di meglio, di piu' utile, da fare che iniziare il congresso ora...?!
Non capisco. Davvero non capisco.
chi sono
Sono nata a Roma il 16 giugno del 1973 da papà toscano (Anghiari, Arezzo) e mamma veneta (Vittorio Veneto, Treviso).
contatti mail: mogherini_f@camera.it
tel: 06.67605348
Fax: 06.67605726
Indirizzo: Camera dei Deputati, Piazza S. Claudio 166 - 00186 Roma


Questo blog è stato visto 1 volte

footer