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Diario parlamentare

LEGGE ELETTORALE: SCIOPERO DELLA FAME, NULLA DI INTENTATO PER CAMBIARE IL PORCELLUM

3 settembre 2012 permalink 0commenti

"Siamo esattamente al punto di sei mesi fa". Roberto Giachetti ha ripreso da oggi (inizia stasera) lo sciopero della fame per la riforma elettorale. Il deputato del Pd raccoglie così il testimone nell'ambito della staffetta che un gruppo di deputati, digiunando a turno, ha avviato dopo i primi 35 giorni di sciopero che lo stesso Giachetti aveva iniziato dallo scorso 4 luglio. "Siamo al punto in cui avevo lasciato e non sono ottimista. La situazione non è certo positiva e questo rende ancora più necessaria la nostra campagna", spiega il parlamentare anche in vista del prossimo appuntamento, fissato per mercoledì prossimo, del Comitato ristretto del Senato che si occupa della riforma elettorale. Dal luglio scorso intorno all'iniziativa di Giachetti si sono mobilitati non solo una quarantina di parlamentari bipartisan ma anche la società civile con testimoni che stanno digiunando a turno e lo faranno, salvo novità, fino a metà ottobre. Su Facebook, intanto, il profilo '24 ore di digiuno per dire no al porcellum' (oltre 1600 iscritti) fornisce ogni indicazione e novità. "Circa 200 persone si sono succedute in questo periodo -dice ancora Giachetti-. Sapevamo che la situazione era variabile, con questo stallo andiamo avanti". Per quel che riguarda i deputati, a passarsi il testimone in queste settimane sono stati esponenti di diversi gruppi: Benedetto Della Vedova (Fli), Ermete Realacci (Pd), Beppe Giulietti (Misto), Matteo Mecacci (Pd-Radicali), Giorgio Stracquadanio (Misto), Mario Pepe (Pt), Guido Crosetto (Pdl), Federica Mogherini (Pd) tra i tanti. La Mogherini ha consegnato il testimone a Giachetti: "Capisco che può sembrare una assurdità che i parlamentari scioperino per una legge che loro devono fare, ma va lasciata intentato -spiega la deputata del Pd-. Anche questo può essere utile. Ognuno di noi ha idee diverse, io per esempio dico che è possibile fare peggio del Porcellum, ma ci accomuna la volontà di cambiare questa legge elettorale". Nel merito, la Mogherini spiega: "Per il Pd l'impegno è stato massimo, il problema è stato nella difficoltà di interlocuzione a causa delle frammentazioni nel Pdl. Ma la cosa importante è arrivare al risultato, il tempo c'è. Con l'accordo politico la riforma si fa in una settimana. Io resto fiduciosa perchè conviene a tutta la politica mostrare quella capacità di autoriforma che la gente chiede".


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permalink | inviato da BlogMog il 3/9/2012 alle 12:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Democratica

RIENTRO

2 settembre 2010 permalink 0commenti
1. Un’estate delirante, questa da cui rientriamo. Poche piccole vacanze, per quelli che hanno potuto farle. Ed un circo decadente di dichiarazioni inutili, veleni stupidi, tempo ed energie perse a parlare del nulla. Mentre l’Italia affanna. E le parole sagge del Presidente resteranno omaggiate a parole ed ignorate nei fatti… Invece di pensare (seriamente, altro che investimenti in Libia…) all’economia, alla scuola che inizia nel caos, agli ospedali senza organico, la ripresa sara’ all’insegna del “processo breve”. Con un governo intrappolato tra la prospettiva di farsi logorare quotidianamente su ogni singolo provvedimento, ed il terrore di porre termine anticipatamente alla legislatura e finire nello stallo istituzionale di un Senato senza maggioranza e qualcuno in prigione. Evviva.

2. Non credo che si cambiera’ la legge elettorale. Sarebbe cosa buona e giusta, darci regole condivise, chiare e che restituiscano agli elettori insieme la possibilita’ di indicare un parlamentare ed un governo. Ma non e’ nell’interesse di Berlusconi – quindi, visto che questo sembra essere l’unico criterio di urgenza che il governo e la maggioranza seguono, non si fara’. Questa consapevolezza non credo ci possa sottrarre dall’avere un’idea, una proposta – non un “modello cui impiccarsi” ma una posizione da poter esprimere, spiegare, sulla quale lavorare nella lontana ipotesi che ci sia il luogo e il modo di lavorarci (e nella spero meno lontana ipotesi che a qualche italiano interessi sapere cosa ne pensa il PD). Nell’inizio di zuffa tra sistema tedesco e uninominale alla francese, forse serve ricordare che l’assemblea nazionale del PD ha adottato solo pochi mesi fa un documento che credo faccia ancora fede e che indica senza incertezze il maggioritario come soluzione. Ma visto che non si sa mai, io intanto, nel mio piccolino, ho aderito all’appello per l’uninominale.

3. Negli scorsi giorni sono stata a VeDro’, luogo di incontro e confronto trasversale e vagamente generazionale che ogni anno prova a ragionare al futuro. Ci sono andata per la prima riunione di un forum italo-francese che forse si sviluppera’ in modo autonomo e continuativo. Interessante per il groviglio di differenze e punti di contatto tra le nostre esperienze, modelli distanti e tendenze tanto simili. Interessante per la consapevolezza (non comune ma spero crescente) che quando si parla di formazione e valorizzazione di una “nuova classe dirigente”, chi come me ha tra i 35 e i 40 anni (e oltre) dovrebbe uscire dall’eterno lamento sul “non tocca mai a me” e porsi piuttosto il problema di come si sostiene chi oggi ha 15, 20, 25 anni – persone che hanno un’altra visione del mondo (“rete” e non “leader”) costrette a crescere in un vuoto pneumatico che a confronto i mitici anni ’80 erano una fucina di ideali.

4. Oggi, alle 16.30, vado al sit in per la liberazione di Sakineh davanti all’ambasciata iraniana. Sono stata in Iran ormai 7 anni fa, era un altro mondo. Ma non posso dimenticare il paese che mi ha stupito allora, percorso da una curiosita’ intellettuale ed una liberta’ di pensiero eccezionali. E non posso pensare che di quello che avevo visto allora oggi non resti nulla. Gli iraniani meritano di piu’. E non perdono occasione per ricordarlo al resto del mondo. E’ bene che il mondo non si giri dall’altra parte. Chi puo’, chi e’ a Roma oggi, venga. Chi non puo’, puo’ comunque qualcosa.

5. Domani a Verona, per la festa del PD di Borgo Nuovo. Alle 18.30 in Piazza dell’Oca Bianca.

Democratica

L'ESERCIZIO DEL POTERE

27 maggio 2009 permalink 5commenti
Sono a casa con l’influenza. Che non sia suina non e’ detto: non sono stata in Messico di recente, ma qualcuno mi ha fatto notare che di maiali (forse malati) e’ pieno il parlamento - poi c’e’ la porcata della legge elettorale, ma quella e’ un’altra storia (o forse no).

Dopo i capponi e i tacchini, i maiali. E quando ti chiamano Onorevole, almeno da Roma in su, suona piu’ come un insulto che come il riconoscimento di uno status. Ma e’ ovvio che sia cosi’: se i parlamentari sono nominati dai capi di partito, ed a loro devono infinita riconoscenza e quindi obbedienza, nonche’ la speranza di essere rieletti, non rappresentano piu’ il popolo ma sono la fotocopia sbiadita del leader; non rispondono a chi li ha eletti ma a chi li ha nominati; non lavorano per risolvere i problemi dei cittadini ma quelli del capo (forse quindi e’ inevitabile, che una legge porcata porti in Parlamento dei maiali).

Il Parlamento e’ lento, si dice. Funziona male. Inefficiente. Vero. Perdiamo tantissimo tempo, i lavori sono organizzati in modo del tutto irrazionale. Ma quando serve, se serve, una legge la si fa in 3 giorni. Lodo Alfano insegna. Quando non serve (al capo – ai cittadini servirebbe eccome!) si piomba nell’inefficienza. Ma non sara’ che proprio l’inefficienza del Parlamento serve a chi “governa”…? Perche’ il ragionamento fila: il Parlamento non funziona, quindi faccio senza il Parlamento. Meno funziona, piu’ il ragionamento fila…

La riduzione del numero dei parlamentari, poi. E’ partita la rivendicazione della “paternita’” della proposta: la Lega deve alimentare il suo profilo anti-Roma ladrona (salvo poi sperperare soldi pubblici come sull’election day); l’IdV ha nel dna la lotta alla casta (se poi i loro parlamentari venissero anche a votare, qualche volta, riusciremmo a far passare qualche cosa); l’UdC glissa. Noi, per una volta, abbiamo una qualche credibilita’ sul tema: il primo giorno della legislatura abbiamo depositato una proposta di legge (la cosiddetta “bozza Violante”, che gia’ dal nome si capisce di chi e’ la paternita’…). Ora, la nostra proposta comprende il taglio dei parlamentari, ma anche tante altre cose, come il superamento del bicameralismo e la trasformazione del Senato nella camera delle autonomie. Perche’ il vero punto, non e’ quanti siamo, ma come lavoriamo e a chi rispondiamo. Se siamo efficienti, se facciamo buone leggi (se ne facciamo, visto che per ora convertiamo solo decreti), se siamo trasparenti, se rappresentiamo chi ci ha eletti, se lavoriamo per i cittadini o per il capo. E infatti, quelli che lavorano per il capo, hanno disciplinatamente contraddetto se stessi e votato contro la diminuzione dei parlamentari dopo averla chiesta

Tutto questo appare molto lontano, estraneo, alla cosiddetta “vicenda Noemi”. Non ne ho scritto una riga, finora. Personalmente, non voglio sapere nulla delle vicende private di Berlusconi. Mi importano pero’ tre cose.

Mi importa che chi ricopre la carica di Presidente del Consiglio sia nel pieno delle sue facolta’ mentali, e che le dedichi a governare il paese. Non a difendersi dal gossip, non a organizzare feste o a smentire che ci siano mai state, non a incipriarsi. Chi e’ stato eletto ha non solo il diritto, ma anche e soprattutto il dovere di governare. E governare, in un tempo difficile come questo, richiede decisioni, atti, misure concrete. Dietro alle parole e all’immagine, ci vuole un po’ di sostanza. E’ quella che chiedono gli imprenditori che non vedono ne’ riforme ne’ accesso al credito, e’ quello che chiedono i cassaintegrati, e’ quello che chiedono i precari e i disoccupati, i commercianti, anche le casalinghe che fanno i conti per la spesa. Vuole il potere? Ne vuole di piu’? Beh, intanto eserciti quello che ha, che non e’ poco.

Mi importa che le istituzioni riacquistino credibilita’. Un Paese e’ piu’ fragile, piu’ debole, piu’ esposto a rischi di instabilita’ e di destabilizzazione (sia interna che esterna) quando le sue istituzioni non sono solide, credibili, trasparenti. Qui, tra un Presidente del Consiglio che insulta il Parlamento e la Magistratura e che smentisce se stesso ogni 5 minuti, ed un’opinione pubblica che si sta facendo un’idea penosa del Presidente del Consiglio (a me ricorda tanto Michael Jackson…), ci resta solo il Presidente della Repubblica. L’essenziale, ma un po’ poco.

Mi importa il fatto che la nostra societa’ consideri normale accendere la tv e trovare su un canale (del servizio pubblico, tra l’altro) 4 belle donne in minigonna e tacco 12 parlare di topless, e su un altro (sempre del servizio pubblico) 4 uomini brutti e vecchi parlare di politica. E, ancora peggio, mi importa che quelle 4 bellissime donne (che magari saranno anche piu’ sensate dei 4 uomini sull’altro canale) non siano prese da uno studio e portate nell’altro cosi’, per un’operazione di immagine o per uno scambio di favori. Mi importa che mia figlia cresca in un posto in cui essere una ragazza non significhi essere un gingillo. Un posto in cui avere una testa e delle idee ti lasci libera di essere anche carina. Perche’ possiamo fare tutte le leggi che vogliamo, ma la vera violenza nasce da li’. E si aggiunge alla violenza del mancato rispetto delle regole e degli altri, della logica del furbo che sgomitando ottiene piu’ di quanto gli spetta, del condono o del concorso truccato. La violenza dell’assenza di rispetto, in cui il valore delle persone sparisce. Lo sdoganamento definitivo del lato peggiore di ognuno di noi.

chi sono
Sono nata a Roma il 16 giugno del 1973 da papà toscano (Anghiari, Arezzo) e mamma veneta (Vittorio Veneto, Treviso).
contatti mail: mogherini_f@camera.it
tel: 06.67605348
Fax: 06.67605726
Indirizzo: Camera dei Deputati, Piazza S. Claudio 166 - 00186 Roma


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