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federica mogherini
Sull' Europa

DICIAMO BASTA ALLA VIOLENZA SULLE DONNE

2 agosto 2012 permalink 0commenti


Diciamo BASTA alla violenza sulle donne.

I diritti, la dignità e il rispetto delle donne non possono più attendere.
Firma qui la petizione del Partito Democratico per l’adesione dell’Italia alla Convenzione di Istanbul del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e il contrasto della violenza sulle donne e alla violenza domestica.

Agenda

MARTEDI' 24 LUGLIO 2012

23 luglio 2012 permalink 0commenti


Parteciperò alle ore 12.00 all'incontro "Vodafone Angel - Stop staliking" sui temi della sicurezza e della lotta alla violenza contro le donne, presso la Sala delle Colonne (Via Poli, 19) della Camera dei Deputati a Roma.

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Sull' Europa

CONVENZIONE EUROPEA CONTRO VIOLENZA SULLE DONNE: NON BASTANO PIÙ LE RASSICURAZIONI GOVERNO, È TEMPO CHE ITALIA FIRMI

19 luglio 2012 permalink 0commenti

“Oggi in Aula alla Camera tutti abbiamo potuto apprezzare la sensibilità e l’atteggiamento favorevole con cui il Sottosegretario De Mistura ha condiviso l’urgenza di giungere alla firma, anche da parte dell’Italia, della “Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e il contrasto della violenza sulle donne e alla violenza domestica”.

E’ un’adesione che attendiamo da mesi, sulla quale il Parlamento si è pronunciato più volte all’unanimità, riconoscendo l’utilità di uno strumento giuridico internazionale che porterà a rafforzare le misure di prevenzione, di tutela in sede giudiziaria, di sostegno alle donne che sempre più spesso sono vittime di violenza.

E tuttavia, di fronte ad una volontà politica unanimemente e ripetutamente espressa, che si è scontrata con presunte "lentezze burocratiche" che a quanto pare frenano una decisione finale, oggi non bastano più le rinnovate rassicurazioni del Governo. Servono scelte concrete e conseguenti, che ormai, dopo mesi di approfondimenti e di verifiche interne, non si vede il motivo di rinviare.

Abbiamo usato tutti gli strumenti istituzionali che erano a nostra disposizione per sollecitare il Governo a firmare la Convezione, e l'abbiamo fatto sempre con una trasversalità ed un'unità tra diversi gruppi parlamentari davvero eccezionale. Continueremo a farlo. Ma da oggi chiameremo anche alla mobilitazione l’intera società – dalle donne, alle associazioni, ai partiti – con una petizione popolare per sollecitare l’adesione italiana, come lo stesso network dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa "Women Free from Violence" ha invitato a fare. Come PD, lo faremo fin dalle prossime ore, per riuscire ad arrivare presto - magari in occasione della prossima riunione della Commissione Eguaglianza e Non Discriminazione dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, il prossimo 13 e 14 settembre a Tirana - ad annunciare finalmente l’adesione dell’Italia alla Convenzione. La violenza contro le donne non è, non può essere, oggetto di esercizi di retorica: é nostro preciso e non rinviabile dovere fare tutto il possibile per fermarla. Subito."

E’ quanto dichiara Federica Mogherini, deputata, responsabile globalizzazione PD e membro dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, prima firmataria dell’interpellanza urgente discussa oggi in Aula alla Camera.


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Sull' Europa

PER L'ADESIONE DELL'ITALIA ALLA CONVENZIONE EUROPEA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

19 luglio 2012 permalink 0commenti






Gli interventi di illustrazione e di replica sull'interpellanza urgente a mia prima firma discussa oggi alla Camera sull'adesione dell'Italia alla Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e il contrasto della violenza sulle donne e alla violenza domestica.
Sull' Europa

CONVENZIONE EUROPEA CONTRO VIOLENZA SULLE DONNE: INTERPELLANZA URGENTE PER CHIEDERE FIRMA DEL GOVERNO ITALIANO

11 luglio 2012 permalink 0commenti

“Oggi abbiamo depositato un’interpellanza urgente al Governo per sapere perché, dopo ripetuti pronunciamenti favorevoli del Parlamento e trascorsi diversi mesi, l’Italia non abbia ancora firmato la “Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e il contrasto della violenza sulle donne e alla violenza domestica”.

Si tratta di un primo, importante strumento internazionale giuridicamente vincolante per garantire una protezione alle donne contro qualsiasi forma di violenza, che introduce misure concrete di prevenzione, di tutela in sede giudiziaria, di sostegno alle vittime.

La Convenzione è già stata firmata da 21 tra i principali paesi europei, tra cui Germania, Francia, Gran Bretagna, Spagna,  Austria, Svezia, Finlandia, Norvegia, Grecia, Portogallo, Turchia.

Si tratta di uno strumento ancora più utile di fronte al crescere del numero di episodi di violenza contro le donne in Italia e in Europa, che delineano un  dramma umano e sociale che spesso si consuma innanzitutto all’interno dei nuclei familiari  e che richiede iniziative urgenti di prevenzione e di sostegno alle vittime.

Per questo ci auguriamo che il Governo italiano, in coerenza con gli impegni già assunti in tal senso in sede parlamentare, sottoscriva con urgenza la Convenzione europea contro la violenza sulle donne e consenta al Parlamento di ratificarla e renderla esecutiva prima possibile”.

E’ quanto dichiara Federica Mogherini (deputata, responsabile globalizzazione PD e membro dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa), prima firmataria dell’interpellanza urgente sottoscritta anche da Deborah Bergamini (PDL), Paola Binetti (UDC), Giulia Bongiorno (FLI), Massimo Polledri (Lega Nord) e da numerosi parlamentari del Partito Democratico.

Sull' Europa

MINORI: BENE OK CAMERA SU CONVENZIONE DI LANZAROTE, ORA GOVERNO FIRMI CONVENZIONE CONTRO VIOLENZA SU DONNE

5 luglio 2012 permalink 0commenti

“E’ molto importante il voto unanime espresso oggi dalla Camera per la ratifica della Convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale, stipulata a Lanzarote il 25 ottobre 2007. Ora ci auguriamo che il Senato possa concludere rapidamente l’iter parlamentare, dando il via libera definitivo al testo così come modificato oggi, per dare esecuzione anche nel nostro paese ad un primo, importante strumento giuridico internazionale per la protezione dei minori da abusi, violenze e forme di sfruttamento sessuale, che rappresentano fenomeni odiosi e drammatici da contrastare con ogni mezzo. Ma proprio oggi vogliamo ricordare anche un’altra convenzione del Consiglio d’Europa, quella di Istanbul sulla prevenzione e il contrasto della violenza sulle donne e alla violenza domestica, che attende da mesi la firma del Governo italiano.  Si tratta di un’adesione alla quale, anche recentemente, l’Esecutivo si è impegnato e che mi auguro possa realizzarsi nei tempi più rapidi possibili, per consentire una successiva, urgente ratifica da parte del Parlamento di un strumento giuridico essenziale a garantire il contrasto dell’altrettanto drammatico fenomeno delle violenze e delle discriminazioni di cui sono ancora – e in così largo numero anche nel nostro paese – vittime le donne”. E’ quanto dichiara Federica Mogherini, deputata, responsabile globalizzazione per il PD e membro dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa.

Sull' Europa

VIOLENZA DONNE: DI FRONTE A EMERGENZA IN CRESCITA, È URGENTE ADESIONE ITALIANA A CONVENZIONE DEL CONSIGLIO D’EUROPA

3 luglio 2012 permalink 0commenti

“Le notizie di cronaca continuano a riproporre, ormai quotidianamente, l’emergenza della violenza contro le donne nel nostro paese.

Lo confermano, oltre ai nuovi drammatici episodi di questi giorni, anche i dati diffusi dalla piattaforma CEDAW delle Nazioni Unite, secondo cui in Europa ogni giorno 7 donne vengono uccise dai loro partner.

In Italia, nel 2011 sono morte 127 donne (il 6,7% in più rispetto al 2010) e quest’anno fino a giugno si sono già registrate 63 vittime.

Si deve affrontare con urgenza un vero e proprio dramma sociale, che nasce e spesso si consuma innanzitutto all’interno dei nuclei familiari, con strumenti concreti di sostegno alle vittime (a partire dai centri di ascolto e antiviolenza) e con misure di contrasto al disagio economico e alla marginalità sociale in cui maturano la conflittualità nelle relazioni, la discriminazione e gli abusi sulle donne. Ma soprattutto va combattuta una cultura diffusa di acquiescenza, di tolleranza e di indifferenza verso ogni forma di violenza - fisica e psicologica – di cui purtroppo sono ancora vittime le donne nel nostro Paese.

Per questo, si avverte ancora di più l’urgenza che l’Italia aderisca alla Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e il contrasto della violenza sulle donne e alla violenza domestica, firmata a Istanbul nel 2011.

Il Governo italiano è stato già più volte sollecitato in questo senso dal Parlamento, con un invito che vogliamo rinnovare, affinché anche il nostro Paese possa recepire - come già avvenuto nei principali paesi europei – uno strumento giuridico internazionale essenziale per proteggere le donne da qualsiasi forma di violenza, attraverso misure di prevenzione, di tutela in sede giudiziaria, di sostegno alle vittime che sono previste dalla Convenzione di Istanbul".

E’ quanto dichiara Federica Mogherini, deputata, responsabile globalizzazione per il PD e membro dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa.

Diario parlamentare

GIORNATA CONTRO VIOLENZA DONNE: COLPIRE IL NESSO TRA ABUSI E POVERTÀ, DARE CENTRALITÀ E OPPORTUNITÀ ALLE DONNE

25 novembre 2011 permalink 0commenti

“La Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne che oggi si celebra è l’occasione per riflettere sulla condizione femminile, ancora troppo spesso segnata da gravi abusi e da una generale situazione di subalternità di genere che persiste in tante parti del mondo.
I dati diffusi dall’agenzia UN Women confermano come oltre il 60 % delle donne al mondo hanno subito violenza fisica durante la loro vita, molto spesso all’interno di una relazione familiare o affettiva.
Per questo, sosteniamo convintamente l’agenda globale per mettere fine alla violenza contro le donne presentata dal direttore esecutivo di UN Women Michelle Bachelet, a partire dalla ratifica in ogni paese di tutti i trattati internazionali e regionali che garantiscano i diritti umani delle donne e delle bambine.
Per la stessa ragione, abbiamo presentato una risoluzione in Commissione Affari Esteri alla Camera, che sarà discussa la prossima settimana, sulla condizione femminile in Afghanistan, auspicando l’inclusione dei diritti delle donne tra le priorità della Conferenza di Bonn sulla ricostruzione afghana e tra gli elementi irrinunciabili delle negoziazioni di pace, oltre all’impegno a destinare maggiori risorse per la cooperazione civile e l’empowerment femminile.
Anche in Italia, è necessaria un’inversione di rotta sulla tutela e sulla promozione della condizione femminile rispetto alle scelte compiute dal precedente governo, tornando a sostenere innanzitutto l’azione dei centri antiviolenza, ed intervenendo in modo efficace per spezzare quel nesso tra povertà, marginalità e violenza, di cui troppo spesso le donne sono vittime.”
E’ quanto dichiara Federica Mogherini, deputata PD e Responsabile Globalizzazione del PD.


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Diario parlamentare

NAPOLITANO - FINI - CASINI (E IL PD...?)

15 dicembre 2009 permalink 1commenti
"Non ha senso che gli uni diano la colpa agli altri per il clima che si è creato" - dice Napolitano. E mai frase e' stata piu' appropriata, piu' giusta, piu' utile. Ed evidentemente, piu' inascoltata. Come i consigli saggi del grillo parlante. Come chi chiede di rallentare prima dell'impatto contro un palo della luce sul ciglio di una strada provinciale scivolosa in una notte di pioggia.
In aula, Maroni riferisce sull'atto di uno squilibrato, ed annuncia nuove norme per il controllo della rete. Come se agire sul mezzo di espressione possa incidere sui contenuti espressi (lo dicevo anche un anno fa, a proposito di tutt'altro). La rete e' un mezzo: se veicola cose inquietanti, o violente, il problema non sta nella rete, nel mezzo, ma nella violenza dei pensieri, delle parole, dei comportamenti. Che si scriva sulla rete o che si dica al bar, il problema e' nel contenuto: la rete lo amplifica solamente. Ci illudiamo di risolvere il problema chiudendolo in un cassetto.
Poi, Cicchitto spiega che la mano del pazzo e' stata armata dalla congiura giudiziario-mediatica contro Berlusconi. E fa la lista dei "terroristi".
Poi, il PdL esce dall'aula nel momento in cui Fini da' la parola a Di Pietro. Cosi', tanto per fare un gesto di rispetto, di ascolto, tanto per svelenire il clima. E Di Pietro in effetti fa un intervento che risponde perfettamente alle aspettative - il cliche' dell'opposizione intransigente alla persona, al modello, al governo Berlusconi. Come se le tre cose fossero, per forza di cose, inscindibili (lo sono? A me e' stato insegnato che si combattono le idee, non le persone).

Cosi', ci si avvia tranquilli contro quel palo. Convinti di guadagnare un po' di consenso, un po' di voti, un po' di visibilita'. Concentrati sul proprio piccolo rendiconto di parte. Senza rendersi conto che su una nave che affonda - in un paese che affonda - conta davvero pochissimo chi ha una moneta in piu', un titolo in piu', un voto in piu'.

O forse no, forse sbaglio io. Forse conta chi ha anche solo una moneta in piu', un voto in piu'. Anche quando la nave affonda - per poter dire "comunque, sono il piu' ricco, il piu' amato, il migliore". Forse conta questo. Non so. Ma davvero in questi giorni, in queste settimane, forse anche in questi ultimi mesi, provo un disagio ed una tristezza che faccio fatica anche a raccontare. Perche' qui noi vediamo "la politica", il governo, le istituzioni. Le cose sbagliate, la decadenza, l'inefficacia e la malafede, il degrado etico e la distanza dalla vita quotidiana delle persone che, al di la' di quello che facciamo e diciamo "nella politica", nelle istituzioni, si porta (o si trascina) avanti. Ed il dramma costante - almeno, io lo vivo cosi' - di problemi che non trovano soluzioni e di soluzioni che invece si trovano per problemi irrilevanti, per la gran parte delle persone.

Vedi il parlamento infervorarsi sulla protezione di Cosentino, e piegarsi all'ennesima fiducia su un maxiemendamento. Sulla finanziaria. Su quello che potrebbe servire a risolvere almeno in parte i problemi del paese.

Vedi questo. E poi vedi la societa'. Le citta' in cui vivi o in cui ti muovi, le persone con le quali entri in contatto. I nostri modi, le nostre rese, la rabbia, la rassegnazione. La logica del favore, dello scambio, della piccola moneta in piu' anche se la nave affonda. Miopi, nel nostro piccolo orticello con il vicino che ha sempre l'erba piu' verde. Soli. Persi. In corsa contro tutto e tutti. Una societa' stanca, rassegnata al peggio - anche pronta a dare il peggio se serve, perche' serve.

Nell'accorata difesa di Cosentino, un parlamentare del PdL si chiedeva cosa ci fosse di male, in quel che Cosentino ha fatto. Ha rappresentato il suo territorio. Gli ha dato risposte. Non ha colpa, se il suo territorio e' questo. Se la societa' e' questa. Se fanno tutti cosi'.

In quell'occasione, Casini ha fatto un discorso memorabile (quello per il quale Fini gli ha mandato i complimenti). Ha evocato la fine della prima repubblica, e quell'ostinato, cieco autodifendersi di una classe dirigente che non si rendeva conto che un'epoca era finita, e che per difendersi tutti si affondava tutti. E' la nave che affonda. E' il paese, che affonda. E noi stiamo qui a discutere il dettaglio. A discutere "la politica". A discutere della "persona Berlusconi". Senza renderci conto che l'unico modo di migliorare la politica e' liberare la societa' da quel senso di rassegnata frustrazione che la lega, la trascina a fondo, la uccide.

Nella campagna elettorale del 2008 il PD aveva uno slogan che diceva piu' o meno cosi': "non cambiare un governo, cambia il paese". Quello era il nodo, quello resta il nodo. E invece stiamo tutti qui a chiederci se e' colpa tua o colpa mia. Come se le persone, e non le idee e gli atti, fossero il problema. "Non ha senso che gli uni diano la colpa agli altri". Dice Napolitano.

Poi oggi, dopo questa triste scena del dibattito sulle colpe del clima di violenza, ecco Fini cogliere il monito di Napolitano. E spiegare che se il governo mette la fiducia lo fa solo ed unicamente per motivi politici, perche' e' l'unico modo di gestire i problemi tra il governo stesso e la sua maggioranza. "Deprecabile", dice. E dice anche, senza dirlo, a Berlusconi, Cicchitto, ed anche a Di Pietro, che l'aggressione a Berlusconi non puo' incidere, non incide, sulla vita politica del governo, dei rapporti tra governo e maggioranza, tra maggioranza e opposizione. Dice che quel lancio del duomo non e' strumentalizzabile. Lo dice con un atto che ha una forza enorme. E nessun accenno di violenza.

Cosi' si fa.

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Democratica

L'ESERCIZIO DEL POTERE

27 maggio 2009 permalink 5commenti
Sono a casa con l’influenza. Che non sia suina non e’ detto: non sono stata in Messico di recente, ma qualcuno mi ha fatto notare che di maiali (forse malati) e’ pieno il parlamento - poi c’e’ la porcata della legge elettorale, ma quella e’ un’altra storia (o forse no).

Dopo i capponi e i tacchini, i maiali. E quando ti chiamano Onorevole, almeno da Roma in su, suona piu’ come un insulto che come il riconoscimento di uno status. Ma e’ ovvio che sia cosi’: se i parlamentari sono nominati dai capi di partito, ed a loro devono infinita riconoscenza e quindi obbedienza, nonche’ la speranza di essere rieletti, non rappresentano piu’ il popolo ma sono la fotocopia sbiadita del leader; non rispondono a chi li ha eletti ma a chi li ha nominati; non lavorano per risolvere i problemi dei cittadini ma quelli del capo (forse quindi e’ inevitabile, che una legge porcata porti in Parlamento dei maiali).

Il Parlamento e’ lento, si dice. Funziona male. Inefficiente. Vero. Perdiamo tantissimo tempo, i lavori sono organizzati in modo del tutto irrazionale. Ma quando serve, se serve, una legge la si fa in 3 giorni. Lodo Alfano insegna. Quando non serve (al capo – ai cittadini servirebbe eccome!) si piomba nell’inefficienza. Ma non sara’ che proprio l’inefficienza del Parlamento serve a chi “governa”…? Perche’ il ragionamento fila: il Parlamento non funziona, quindi faccio senza il Parlamento. Meno funziona, piu’ il ragionamento fila…

La riduzione del numero dei parlamentari, poi. E’ partita la rivendicazione della “paternita’” della proposta: la Lega deve alimentare il suo profilo anti-Roma ladrona (salvo poi sperperare soldi pubblici come sull’election day); l’IdV ha nel dna la lotta alla casta (se poi i loro parlamentari venissero anche a votare, qualche volta, riusciremmo a far passare qualche cosa); l’UdC glissa. Noi, per una volta, abbiamo una qualche credibilita’ sul tema: il primo giorno della legislatura abbiamo depositato una proposta di legge (la cosiddetta “bozza Violante”, che gia’ dal nome si capisce di chi e’ la paternita’…). Ora, la nostra proposta comprende il taglio dei parlamentari, ma anche tante altre cose, come il superamento del bicameralismo e la trasformazione del Senato nella camera delle autonomie. Perche’ il vero punto, non e’ quanti siamo, ma come lavoriamo e a chi rispondiamo. Se siamo efficienti, se facciamo buone leggi (se ne facciamo, visto che per ora convertiamo solo decreti), se siamo trasparenti, se rappresentiamo chi ci ha eletti, se lavoriamo per i cittadini o per il capo. E infatti, quelli che lavorano per il capo, hanno disciplinatamente contraddetto se stessi e votato contro la diminuzione dei parlamentari dopo averla chiesta

Tutto questo appare molto lontano, estraneo, alla cosiddetta “vicenda Noemi”. Non ne ho scritto una riga, finora. Personalmente, non voglio sapere nulla delle vicende private di Berlusconi. Mi importano pero’ tre cose.

Mi importa che chi ricopre la carica di Presidente del Consiglio sia nel pieno delle sue facolta’ mentali, e che le dedichi a governare il paese. Non a difendersi dal gossip, non a organizzare feste o a smentire che ci siano mai state, non a incipriarsi. Chi e’ stato eletto ha non solo il diritto, ma anche e soprattutto il dovere di governare. E governare, in un tempo difficile come questo, richiede decisioni, atti, misure concrete. Dietro alle parole e all’immagine, ci vuole un po’ di sostanza. E’ quella che chiedono gli imprenditori che non vedono ne’ riforme ne’ accesso al credito, e’ quello che chiedono i cassaintegrati, e’ quello che chiedono i precari e i disoccupati, i commercianti, anche le casalinghe che fanno i conti per la spesa. Vuole il potere? Ne vuole di piu’? Beh, intanto eserciti quello che ha, che non e’ poco.

Mi importa che le istituzioni riacquistino credibilita’. Un Paese e’ piu’ fragile, piu’ debole, piu’ esposto a rischi di instabilita’ e di destabilizzazione (sia interna che esterna) quando le sue istituzioni non sono solide, credibili, trasparenti. Qui, tra un Presidente del Consiglio che insulta il Parlamento e la Magistratura e che smentisce se stesso ogni 5 minuti, ed un’opinione pubblica che si sta facendo un’idea penosa del Presidente del Consiglio (a me ricorda tanto Michael Jackson…), ci resta solo il Presidente della Repubblica. L’essenziale, ma un po’ poco.

Mi importa il fatto che la nostra societa’ consideri normale accendere la tv e trovare su un canale (del servizio pubblico, tra l’altro) 4 belle donne in minigonna e tacco 12 parlare di topless, e su un altro (sempre del servizio pubblico) 4 uomini brutti e vecchi parlare di politica. E, ancora peggio, mi importa che quelle 4 bellissime donne (che magari saranno anche piu’ sensate dei 4 uomini sull’altro canale) non siano prese da uno studio e portate nell’altro cosi’, per un’operazione di immagine o per uno scambio di favori. Mi importa che mia figlia cresca in un posto in cui essere una ragazza non significhi essere un gingillo. Un posto in cui avere una testa e delle idee ti lasci libera di essere anche carina. Perche’ possiamo fare tutte le leggi che vogliamo, ma la vera violenza nasce da li’. E si aggiunge alla violenza del mancato rispetto delle regole e degli altri, della logica del furbo che sgomitando ottiene piu’ di quanto gli spetta, del condono o del concorso truccato. La violenza dell’assenza di rispetto, in cui il valore delle persone sparisce. Lo sdoganamento definitivo del lato peggiore di ognuno di noi.

chi sono
Sono nata a Roma il 16 giugno del 1973 da papà toscano (Anghiari, Arezzo) e mamma veneta (Vittorio Veneto, Treviso).
contatti mail: mogherini_f@camera.it
tel: 06.67605348
Fax: 06.67605726
Indirizzo: Camera dei Deputati, Piazza S. Claudio 166 - 00186 Roma


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