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federica mogherini
Sull' Europa

DICIAMO BASTA ALLA VIOLENZA SULLE DONNE

2 agosto 2012 permalink 0commenti


Diciamo BASTA alla violenza sulle donne.

I diritti, la dignità e il rispetto delle donne non possono più attendere.
Firma qui la petizione del Partito Democratico per l’adesione dell’Italia alla Convenzione di Istanbul del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e il contrasto della violenza sulle donne e alla violenza domestica.

Sull' Europa

CONVENZIONE EUROPEA CONTRO VIOLENZA SULLE DONNE: NON BASTANO PIÙ LE RASSICURAZIONI GOVERNO, È TEMPO CHE ITALIA FIRMI

19 luglio 2012 permalink 0commenti

“Oggi in Aula alla Camera tutti abbiamo potuto apprezzare la sensibilità e l’atteggiamento favorevole con cui il Sottosegretario De Mistura ha condiviso l’urgenza di giungere alla firma, anche da parte dell’Italia, della “Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e il contrasto della violenza sulle donne e alla violenza domestica”.

E’ un’adesione che attendiamo da mesi, sulla quale il Parlamento si è pronunciato più volte all’unanimità, riconoscendo l’utilità di uno strumento giuridico internazionale che porterà a rafforzare le misure di prevenzione, di tutela in sede giudiziaria, di sostegno alle donne che sempre più spesso sono vittime di violenza.

E tuttavia, di fronte ad una volontà politica unanimemente e ripetutamente espressa, che si è scontrata con presunte "lentezze burocratiche" che a quanto pare frenano una decisione finale, oggi non bastano più le rinnovate rassicurazioni del Governo. Servono scelte concrete e conseguenti, che ormai, dopo mesi di approfondimenti e di verifiche interne, non si vede il motivo di rinviare.

Abbiamo usato tutti gli strumenti istituzionali che erano a nostra disposizione per sollecitare il Governo a firmare la Convezione, e l'abbiamo fatto sempre con una trasversalità ed un'unità tra diversi gruppi parlamentari davvero eccezionale. Continueremo a farlo. Ma da oggi chiameremo anche alla mobilitazione l’intera società – dalle donne, alle associazioni, ai partiti – con una petizione popolare per sollecitare l’adesione italiana, come lo stesso network dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa "Women Free from Violence" ha invitato a fare. Come PD, lo faremo fin dalle prossime ore, per riuscire ad arrivare presto - magari in occasione della prossima riunione della Commissione Eguaglianza e Non Discriminazione dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, il prossimo 13 e 14 settembre a Tirana - ad annunciare finalmente l’adesione dell’Italia alla Convenzione. La violenza contro le donne non è, non può essere, oggetto di esercizi di retorica: é nostro preciso e non rinviabile dovere fare tutto il possibile per fermarla. Subito."

E’ quanto dichiara Federica Mogherini, deputata, responsabile globalizzazione PD e membro dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, prima firmataria dell’interpellanza urgente discussa oggi in Aula alla Camera.


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Sull' Europa

PER L'ADESIONE DELL'ITALIA ALLA CONVENZIONE EUROPEA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

19 luglio 2012 permalink 0commenti






Gli interventi di illustrazione e di replica sull'interpellanza urgente a mia prima firma discussa oggi alla Camera sull'adesione dell'Italia alla Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e il contrasto della violenza sulle donne e alla violenza domestica.
Sull' Europa

GIORNATA MONDIALE DELLA POPOLAZIONE: RILANCIARE IMPEGNO PER DIRITTI GLOBALI DELLE DONNE SU SALUTE MATERNA E CONTRACCEZIONE FEMMINILE

11 luglio 2012 permalink 0commenti

“Nel giorno in cui si celebra la Giornata mondiale della popolazione – promossa dal Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (Unfpa) – e si svolge a Londra il Summit sul “Family Planning” per promuovere la diffusione globale di servizi di contraccezione moderna, è importante ricordare che nel mondo ogni due minuti una donna muore per complicazioni legate alla gravidanza  e nel sud del mondo oltre 222 milioni di donne non hanno accesso alla contraccezione moderna. A fronte di questi dati drammatici, sembra lontano il raggiungimento del quinto Obiettivo di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite, ovvero l’impegno a ridurre di tre quarti il tasso di mortalità materna e ad assicurare l'accesso universale ai sistemi di salute riproduttiva entro il 2015.

Per questo, insieme a numerosi colleghi dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, nei giorni scorsi abbiamo sottoscritto e diffuso una dichiarazione a sostegno degli obiettivi del Summit di Londra di oggi, sollecitando in particolare i governi europei a impegnarsi per l’estensione del diritto all’accesso all’informazione e all’erogazione di servizi per la contraccezione in favore di 120 milioni di donne in tutto il mondo entro il 2020, ponendo fine ad abusi, coercizioni o discriminazioni di cui sono spesso vittime.

Bene ha fatto AIDOS, l’Associazione italiana donne per lo sviluppo, a lanciare anche in Italia proprio in questi giorni la campagna internazionale “Paper Dolls” per promuovere la conoscenza e la diffusione del preservativo femminile, come strumento di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili e delle gravidanze indesiderate.

E’ necessario rilanciare un impegno di sensibilizzazione e di aiuto concreto rivolto ai paesi meno sviluppati, ma utile anche in Italia, che da un lato deve tornare ad essere protagonista degli appuntamenti internazionali sul tema della salute materna e del contrasto alle malattie sessualmente trasmissibili e, dall’altro, deve rafforzare le sue politiche educative e di sensibilizzazione nel campo della sessualità, della salute riproduttiva e della contraccezione femminile”.

E’ quanto dichiara Federica Mogherini, deputata, responsabile globalizzazione per il PD e membro dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa.

Sull' Europa

CONVENZIONE EUROPEA CONTRO VIOLENZA SULLE DONNE: INTERPELLANZA URGENTE PER CHIEDERE FIRMA DEL GOVERNO ITALIANO

11 luglio 2012 permalink 0commenti

“Oggi abbiamo depositato un’interpellanza urgente al Governo per sapere perché, dopo ripetuti pronunciamenti favorevoli del Parlamento e trascorsi diversi mesi, l’Italia non abbia ancora firmato la “Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e il contrasto della violenza sulle donne e alla violenza domestica”.

Si tratta di un primo, importante strumento internazionale giuridicamente vincolante per garantire una protezione alle donne contro qualsiasi forma di violenza, che introduce misure concrete di prevenzione, di tutela in sede giudiziaria, di sostegno alle vittime.

La Convenzione è già stata firmata da 21 tra i principali paesi europei, tra cui Germania, Francia, Gran Bretagna, Spagna,  Austria, Svezia, Finlandia, Norvegia, Grecia, Portogallo, Turchia.

Si tratta di uno strumento ancora più utile di fronte al crescere del numero di episodi di violenza contro le donne in Italia e in Europa, che delineano un  dramma umano e sociale che spesso si consuma innanzitutto all’interno dei nuclei familiari  e che richiede iniziative urgenti di prevenzione e di sostegno alle vittime.

Per questo ci auguriamo che il Governo italiano, in coerenza con gli impegni già assunti in tal senso in sede parlamentare, sottoscriva con urgenza la Convenzione europea contro la violenza sulle donne e consenta al Parlamento di ratificarla e renderla esecutiva prima possibile”.

E’ quanto dichiara Federica Mogherini (deputata, responsabile globalizzazione PD e membro dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa), prima firmataria dell’interpellanza urgente sottoscritta anche da Deborah Bergamini (PDL), Paola Binetti (UDC), Giulia Bongiorno (FLI), Massimo Polledri (Lega Nord) e da numerosi parlamentari del Partito Democratico.

Sull' Europa

MINORI: BENE OK CAMERA SU CONVENZIONE DI LANZAROTE, ORA GOVERNO FIRMI CONVENZIONE CONTRO VIOLENZA SU DONNE

5 luglio 2012 permalink 0commenti

“E’ molto importante il voto unanime espresso oggi dalla Camera per la ratifica della Convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale, stipulata a Lanzarote il 25 ottobre 2007. Ora ci auguriamo che il Senato possa concludere rapidamente l’iter parlamentare, dando il via libera definitivo al testo così come modificato oggi, per dare esecuzione anche nel nostro paese ad un primo, importante strumento giuridico internazionale per la protezione dei minori da abusi, violenze e forme di sfruttamento sessuale, che rappresentano fenomeni odiosi e drammatici da contrastare con ogni mezzo. Ma proprio oggi vogliamo ricordare anche un’altra convenzione del Consiglio d’Europa, quella di Istanbul sulla prevenzione e il contrasto della violenza sulle donne e alla violenza domestica, che attende da mesi la firma del Governo italiano.  Si tratta di un’adesione alla quale, anche recentemente, l’Esecutivo si è impegnato e che mi auguro possa realizzarsi nei tempi più rapidi possibili, per consentire una successiva, urgente ratifica da parte del Parlamento di un strumento giuridico essenziale a garantire il contrasto dell’altrettanto drammatico fenomeno delle violenze e delle discriminazioni di cui sono ancora – e in così largo numero anche nel nostro paese – vittime le donne”. E’ quanto dichiara Federica Mogherini, deputata, responsabile globalizzazione per il PD e membro dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa.

Sull' Europa

VIOLENZA DONNE: DI FRONTE A EMERGENZA IN CRESCITA, È URGENTE ADESIONE ITALIANA A CONVENZIONE DEL CONSIGLIO D’EUROPA

3 luglio 2012 permalink 0commenti

“Le notizie di cronaca continuano a riproporre, ormai quotidianamente, l’emergenza della violenza contro le donne nel nostro paese.

Lo confermano, oltre ai nuovi drammatici episodi di questi giorni, anche i dati diffusi dalla piattaforma CEDAW delle Nazioni Unite, secondo cui in Europa ogni giorno 7 donne vengono uccise dai loro partner.

In Italia, nel 2011 sono morte 127 donne (il 6,7% in più rispetto al 2010) e quest’anno fino a giugno si sono già registrate 63 vittime.

Si deve affrontare con urgenza un vero e proprio dramma sociale, che nasce e spesso si consuma innanzitutto all’interno dei nuclei familiari, con strumenti concreti di sostegno alle vittime (a partire dai centri di ascolto e antiviolenza) e con misure di contrasto al disagio economico e alla marginalità sociale in cui maturano la conflittualità nelle relazioni, la discriminazione e gli abusi sulle donne. Ma soprattutto va combattuta una cultura diffusa di acquiescenza, di tolleranza e di indifferenza verso ogni forma di violenza - fisica e psicologica – di cui purtroppo sono ancora vittime le donne nel nostro Paese.

Per questo, si avverte ancora di più l’urgenza che l’Italia aderisca alla Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e il contrasto della violenza sulle donne e alla violenza domestica, firmata a Istanbul nel 2011.

Il Governo italiano è stato già più volte sollecitato in questo senso dal Parlamento, con un invito che vogliamo rinnovare, affinché anche il nostro Paese possa recepire - come già avvenuto nei principali paesi europei – uno strumento giuridico internazionale essenziale per proteggere le donne da qualsiasi forma di violenza, attraverso misure di prevenzione, di tutela in sede giudiziaria, di sostegno alle vittime che sono previste dalla Convenzione di Istanbul".

E’ quanto dichiara Federica Mogherini, deputata, responsabile globalizzazione per il PD e membro dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa.

Sull' Europa

SULLA CRISI DELLA DEMOCRAZIA IN EUROPA

28 giugno 2012 permalink 0commenti
Il mio intervento di ieri in aula all'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, a Strasburgo, sulla crisi della democrazia in Europa:

2012 ORDINARY SESSION

PARLIAMENTARY ASSEMBLY OF THE COUNCIL OF EUROPE

________________________

(Third part)

REPORT

Twenty-third Sitting

Wednesday 27 June 2012 at 10 a.m.

3. Joint debate – Democracy at risk: the role of citizens and of the State today: (i) The crisis of democracy and the role of the state in today’s Europe; (ii) The portrayal of migrants and refugees during election campaigns

Ms MOGHERINI REBESANI (Italy) – All around Europe, there are two paradoxes facing our democracies. On the one side, globalisation and the financial crisis have unveiled the urgent and absolute need for global political action. A couple of decades ago, we used to say that we should think globally and act locally. It is now clear to everybody that this is not enough: we have to think globally but act locally and globally as well. We need global levels of institutional co-operation and global political actors – although I should say that civil society, youth movements and international non-governmental organisations sometimes seem far more ready to act in this way than political parties. On the other side of the paradox, opinion polls and electoral trends show that people seem to be afraid of delegating national sovereignty – look at the European Union debate. There has also been an increase in populist discourse and localist movements, yet often, those citizens who declare that globalisation is the context in which politics should take place are the same ones who vote for localist parties or movements.

In these times of economic crisis, we are facing conditions where political leaders and parties know exactly what should be done. Let us take the example of immigration. We all know very well that immigration is not only unstoppable but necessary, if we want our economies and welfare systems to be sustainable. On the other side, we have to win elections, and sometimes long-term and global thinking is compromised by the short-term electoral message. This is the second paradox that we are facing in our democracies. I will put it in a brutal way: has democracy become part of the problem rather than part of the solution? This is the implication when you look at Greece – or, sometimes, at Italy. Our elections are a time of problems rather than a time of participation.

The answer is to open up participation. On the one side, we need a different kind of participation – earlier, someone talked about horizontal or interactive participation – but on the other side, we need to exercise responsibility, as was mentioned just now. Electorates ask political parties to take responsibility, speak the truth and deliver results. This is what we have to do. The only solution is transparency in politics and institutions, and opening up political parties, making them effective and efficient instruments for participation, at the service of their communities and countries through delivering results. Only in this way will we save our democracies from these paradoxes.


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Sull' Europa

INTERVENTI ALL'ASSEMBLEA PARLAMENTARE DEL CONSIGLIO D'EUROPA

27 giugno 2012 permalink 0commenti

Ieri sono intervenuta in aula all'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, a Strasburgo, durante il dibattito sulla crisi economica e sui suoi effetti sulle giovani generazioni, e poi, a nome del gruppo, sulla discriminazione delle donne musulmane in Europa. Questo è lo stenografico dei miei interventi (il primo in italiano, il secondo in inglese). 

2012 ORDINARY SESSION

PARLIAMENTARY ASSEMBLY OF THE COUNCIL OF EUROPE

________________________

(Third part)

REPORT

Tuesday 26 June 2012 at 3.30 p.m.

3. Resumed joint debate on (i) Austerity measures – a danger for democracy and social rights (ii) The young generation sacrificed: social, economic and political implications of the financial crisis and (iii) The impact of the economic crisis on local and regional authorities in Europe

Federica MOGHERINI REBESANI (Italia, SOC)

Grazie soprattutto perché credo sia importante che l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa abbia l’opportunità di svolgere questo dibattito su questi tre ottimi rapporti proprio nel momento in cui i nostri parlamenti nazionali -ed è il caso dell’Italia proprio oggi- affrontano il tema delle misure per uscire efficacemente dalla crisi. Misure che possono essere efficaci soltanto se coordinate a livello sovranazionale.

E lo facciamo in un momento particolarmente cruciale anche per l’eurozona, per l’Unione europea, alla vigilia di un importante Consiglio europeo. Importante per la vita di tutte le società che sono coinvolte nel continente.

In termini generali credo che il ministro dell’Economia islandese stamattina ci abbia ricordato alcuni principi fondamentali che spesso tendiamo a dimenticare. Primo: non aspettare. La crisi non si risolve da sola e perdere tempo aggrava soltanto la situazione. Noi in Italia ne sappiamo qualche cosa. Secondo: preservare il sistema di welfare e mantenere il potere di acquisto soprattutto delle fasce più deboli delle nostre società. Terzo: bilanciare misure di serietà di bilancio con misure sia per la crescita sia per l’istruzione e la formazione, perché solo queste sono le misure possibili per uscire efficacemente e in modo duraturo dalla crisi. Quarto: spiegare con parole di verità e di responsabilità quello che sta succedendo alle nostre opinioni pubbliche. Quinto: avere sempre in mente l’équità. Chi ha di più deve dare di più.

Sui giovani e sull’ottimo rapporto di Volonté vorrei fare soltanto tre sottolineature. Primo: non è soltanto più la questione di una generazione persa, ma si tratta ormai di diverse generazioni. Si è giovani dal punto di vista lavorativo, dal punto di vista dell’esclusione dal mondo del lavoro fino a 40-45 anni, fino a quando si arriva all’età in cui ci si rende conto che non si ha diritto a una pensione. Si passa dalle precarietà al realizzare che non si ha neanche più la certezza nell’età più avanzata. L’emergenza si sta espandendo e se non diamo una risposta a questo grido di allarme, c’è il rischio che alla crisi economica si aggiunga, come già sta succedendo, una crisi politica, una crisi democratica, di rappresentanza. La risposta deve essere senz’altro quella di offrire lavoro stabile, qualitativamente corrispondente ai livelli di istruzione e di qualificazione dei giovani e con un reddito adeguato.

Seconda sottolineatura: c’è un’emergenza nell’emergenza. C’è una parte che è più persa del resto delle generazioni: sono le giovani donne, che soprattutto in tempi di crisi economica si trovano sempre più strette tra la necessità di scegliere tra il lavoro e la famiglia, in un momento in cui i tagli agli enti locali tagliano anche i servizi sociali, tanto importanti per le giovani donne.

Terzo: il rapporto dice giustamente “implementare le politiche per le famiglie”. Vorrei dire su questo due cose brevemente. Primo, io direi “per tutte le famiglie”. Ormai sappiamo che la diversità delle famiglie sul territorio europeo è molto ampia e tutte vanno sostenute e aiutate. E, secondo, farlo davvero. Perché questo tema purtroppo è troppo spesso un tema di campagna elettorale su cui si fa facile retorica, ma poi quando si arriva al governo non si trovano le risorse per farlo. C’è bisogno di politiche serie, sostenibili e durature per sostenere tutte le famiglie nel nostro continente.

6. Multiple discrimination against Muslim women in Europe: for equal opportunities

Ms MOGHERINI REBESANI (Italy) – On behalf of the Socialist Group, I should like to congratulate the rapporteur and the committee and thank them for the work that they have done on the report. The draft resolution states: “Muslim women are often victims of stereotyping, since their religious beliefs are seen as the only defining element of their identity.” The media and political debates concentrate on headscarves and veils but, in the meantime, Muslim women are discriminated against and excluded from having equal opportunities and basic human rights. That quote tells us exactly what we need to concentrate on.

Religious identity is often presented as a pretext to hide multiple forms of discrimination, both economic and social. The first thing that we need to do – the report helps us greatly in this regard – is to break down the stereotypes and to acknowledge the complexity of the reality of Muslim women in Europe. The report seeks to specify that we need to tackle the issue of Muslim women in European countries that are not Muslim. That already tells us something – namely, that some European countries are Muslim. That might sound obvious, but it is not, given the mainstream communications that we hear about Europe. The report underlines that fact in a very definite way. The situation is different from country to country and from community to community. We heard earlier that some Muslim women in non-Muslim European countries feel perfectly at ease with being Muslim and European and women. They have no problem with any of that, but others are suffering, not just because they are Muslim women but perhaps because they are migrants or asylum seekers and their rights are neither recognised nor respected.

We face certain specific challenges: access to education and the labour market, especially in times of crisis; access to health care; and prevention of violence and domestic violence. In that last instance, the crucial factor will be the signing and ratification of the Istanbul convention by the member states. We also face general challenges, such as breaking the cycle of prejudice and tackling the myth of the clash of civilisations that has been so harmful in Europe. We have to accept that Islam is proud of the European identity and culture. We must also remember, as one Muslim woman has reminded us today, that if Europe offers an opportunity to Muslim women, Muslim women also offer a big opportunity to Europe.


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Sull' Europa

“SMART AUSTERITY” WILL DELIVER ECONOMIC RECOVERY TO EUROPE

27 giugno 2012 permalink 0commenti



Quì una mia intervista sul dibattito in corso all’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa a Strasburgo sulle conseguenze della crisi economica e delle misure di austerità per la democrazia e per i diritti sociali in Europa.

chi sono
Sono nata a Roma il 16 giugno del 1973 da papà toscano (Anghiari, Arezzo) e mamma veneta (Vittorio Veneto, Treviso).
contatti mail: mogherini_f@camera.it
tel: 06.67605348
Fax: 06.67605726
Indirizzo: Camera dei Deputati, Piazza S. Claudio 166 - 00186 Roma


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