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federica mogherini
Diario

DA OGGI E' ON LINE WWW.BLOGMOG.IT

13 settembre 2012 permalink 0commenti


Da oggi è on line il mio nuovo blog. Mi trovate quì: www.blogmog.it
P.S. la mano non è la mia! ;-)

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Diario

BLOGMOG SI TRASFERISCE

11 settembre 2012 permalink 1commenti

Tra qualche giorno ci trasferiamo qui: www.blogmog.it



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Diario

AMBIENTE: NON SPRECARE OPPORTUNITÀ DEL VERTICE DI RIO+20, SERVE UN’AGENDA GLOBALE PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE

6 giugno 2012 permalink 0commenti

“All'indomani della giornata mondiale dell’ambiente, ed a pochi giorni dalla Conferenza delle Nazioni Unite RIO+20 sullo sviluppo sostenibile, il Partito Democratico ha voluto promuovere oggi un confronto con ong e forze sociali sul ruolo che l'Italia può e deve giocare per la promozione di uno sviluppo pienamente sostenibile. 

Nel pieno di una grave crisi economica internazionale è essenziale non sprecare l’opportunità di un vertice internazionale come quello di Rio de Janeiro per provare a delineare, e iniziare a praticare, nuovi modelli di sviluppo, capaci di conciliare politiche di crescita economica e politiche di sostenibilità ambientale, tenendo conto dei nuovi equilibri che emergono nel mondo e che chiamano a una comune responsabilità i paesi industrializzati, i paesi emergenti (o già ampiamente emersi), quelli più poveri.

Il vertice RIO+20 è chiamato a dare risposte sui temi di una nuova governance globale (a partire dalla proposta di istituire un Consiglio per lo sviluppo sostenibile e dalla trasformazione di UNEP in un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite), a definire un’agenda globale per lo sviluppo sostenibile che sostenga e completi l’agenda per la lotta alla povertà e per gli Obiettivi del Millennio, ad indicare obiettivi concreti, condivisi e verificabili per dare corpo alla green economy e alle conseguenti scelte di politica economica, industriale, ambientale su scala globale.

Ci attendiamo che l’Italia, in forte coordinamento con il resto dell’Unione Europea, giochi un ruolo importante per contribuire ad una conclusione positiva e impegnativa del vertice di Rio, e che, dal giorno dopo, traduca gli impegni presi a livello internazionale in coerenti scelte di politica interna."

E' quanto dichiara Federica Mogherini, deputata e responsabile globalizzazione PD.

Diario

UN 8 MARZO DEDICATO AGLI UOMINI

8 marzo 2011 permalink 0commenti

"Un giorno, anni fa, lo scrittore portoghese – e anche italiano, perché no? – Josè Saramago lanciò una sfida pubblica: che gli uomini uscissero in strada, solo gli uomini, per dire alto e forte che loro non maltrattavano le donne, che non accettavano la vessazione come moneta di scambio nelle relazioni fra generi. Aggiunse che se le donne sono le vittime, sono gli uomini ad avere il problema perché sono gli uomini a maltrattare.
Proprio per questo gli uomini rispettosi, quelli che trattano le donne come loro stessi vorrebbero essere trattati, devono farsi sentire senza sosta per non essere confusi con gli altri: quelli che ancora non si sono resi conto né delle dimensioni del loro crimine, né di quanto diventano sporchi nell'ignorare che le donne non sono cose e hanno pienezza di diritti: possono dire «io» senza che nessuno le uccida, le disprezzi o le segreghi. Uguali davanti alla legge, uguali nei diritti e nei doveri, tanto in casa quanto nel lavoro e nel governo comune della società.
Ebbe successo, Saramago: in varie città – Sevilla e Montevideo in testa – migliaia di uomini rispettosi ed educati uscirono per strada condannando il flagello sociale dei maltrattamenti e denunciando l’uso che della donna fanno certi mezzi di comunicazione, condannando un certo modo di sentirsi uomo, meglio sarebbe dire maschio, un modo assolutamente incompatibile con la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. In quelle manifestazioni il nome di Berlusconi era presente. Non per gli scandali, né per incidenti come quelli che gli sono occorsi di recente, ma per l'indecenza del suo comportamento civile e l'assenza di etica che lui e i suoi accoliti imponevano come norma nei mezzi di comunicazione dei quali andava impadronendosi. Pubblici o privati che fossero, sempre che la distinzione sia possibile visto che tutti i canali televisivi sono concessioni pubbliche.
Quelle manifestazioni - che si ripetono anno dopo anno perché anche le coscienze più dure capiscano che le donne sono compagne e non mercanzia per l'uso personale del maschio - e quel messaggio di Saramago, valgono oggi per l'Italia, la Grande Italia di Verdi, che ha visto centinaia di migliaia di donne, come un’immensa bandiera bianca spiegata, in strada per dire no a un modo di governare che non rispetta né gli esseri umani, né i valori che ci hanno fatto progredire lungo i secoli allontanandoci dall’orda e facendoci diventare comunità.
Per questo, e nello spirito che abitava in Josè Saramago e che la sua nobiltà ingigantiva, mi azzardo a suggerire – ora che le donne italiane, compagne nell'anelito per un modo più pulito più giusto e più bello, si sono espresse e si esprimono ogni giorno – che siano gli uomini a uscire per strada, solo gli uomini, per dire a Berlusconi che le loro madri, figlie, spose, amiche, amanti non possono essere trattare così.
Nemmeno per scherzo. Che lo Stato non è un’orgia, che la schiavitù è finita da secoli, che le malattie fisiche e psichiche si possono curare, che un Paese non può essere infangato perché una persona ha problemi di autostima e quella mancanza di autostima la obbliga a collezionare corpi come se i corpi non fossero animati e, tanto spesso, corrotti con lusinghe e minacce.
Sì: gli uomini che non accettano la distorsione democratica come norma di governo, lo sperpero, l'arbitrio e la mancanza di rispetto verso i propri simili. Ecco, quegli uomini non potranno far altro che organizzarsi e scendere per strada per dire ora basta, come hanno fatto le donne italiane.
Quel giorno, speciale e importantissimo, in cui gli uomini scenderanno in piazza per dire di non essere e di non voler essere Berlusconi, noi donne dai lati delle strade li applaudiremo e li riempiremo di fiori. Dopo potremo incontrarci, da pari a pari, per avanzare insieme nel processo di umanizzazione che Berlusconi e i suoi frenarono con violenza, con le peggiori astuzie e i più miserabili artifici.
Uomini, compagni, amici, amanti, mariti, fratelli, padri: se non siete uguali a coloro che ripudiamo, se ci amate e ci rispettate, se partecipate ai nostri sogni di un mondo migliore, ditelo senza paura. Le donne non temono l’orco ne i suoi seguaci: sanno che tutti insieme riusciremo a fare in modo che tornino nelle caverne e tra loro, solo tra loro, liberino i loro istinti, giochino a quel che vogliono, bevano quel che gli va e ridano fino alla fine dei tempi delle loro stupide barzellette. Agli altri, a noi, questi giochi non divertono.
Non apparteniamo a quella sottospecie: siamo Italia, la terra di Dante, della poesia che innamora, della musica che consola, anima i nostri corpi ed eleva i nostri spiriti. Siamo la patria dell'arte: lo diremo molto chiaro, in modo che lo capiscano anche coloro che l’abbruttimento ha reso sordi.
Vogliamo, uomini, che siate nostri simili. Vi offriremo fiori quando uscirete per strada per dire che nessuno vi paragoni a quelli che oggi comandano e disgovernano, che voi siete nel presente e nel futuro, siete i nostri compagni dell'anima, amatissimi compagni".

di Pilar Del Rio Saramago


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permalink | inviato da BlogMog il 8/3/2011 alle 10:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Diario

LA VITA VERA

11 febbraio 2011 permalink 3commenti

Domenica sarò in piazza del popolo, con marito e bimbe. 

Ci sarò non solo per i tanti, evidenti motivi di esasperazione di questi ultimi mesi, ma anche e forse soprattutto perchè la vita vera delle donne, ed anche quella degli uomini, sta sempre più scomparendo dietro un paravento di ombre cinesi. Dove quel che si vede è solo il lusso, i soldi, le discoteche, le macchine, la televisione, il successo. Un successo finto, perchè che successo sarà mai nella vita essere tanto soli da dover pagare per trascorrere una serata in compagnia, o essere tanto vuoti da volersi far pagare la compagnia per comprarsi una borsa firmata?

La vita vera delle donne (e degli uomini) non è fatta di questo. Per fortuna. E per disgrazia.

Ieri camminando in una via del centro di Roma ho visto una signora seduta su una panchina che lavorava a maglia. Elegante, di mezz'età. Ho pensato: si starà godendo il sole... Poi ho visto che accanto a se' aveva esposto i suoi lavori: golfini, scarpine da bebè, sciarpe. Le vendeva.

Pochi giorni fa un quotidiano riportava la notizia che è raddoppiato negli ultimi due anni il numero di donne italiane che frequentano i corsi di formazione per fare la collaboratrice domestica (la colf, la badante). Idem per i corsi da muratore: accanto agli albanesi tornano gli italiani. Non ci sono più lavori che non vogliamo fare. Che possiamo permetterci di non voler fare.

Mi ha scritto una ragazza. E' all'ottavo mese di gravidanza, il ragazzo l'ha lasciata pochi mesi fa, il contratto (precario, neanche a dirlo, da 8 anni) le scade subito dopo il periodo di maternità (4 mesi dopo il parto). E poi? Lei vorrebbe solo avere quel tanto che basta per poter diventare mamma con serenità.

La vita vera non è una serata con compagnia a pagamento, nè una borsa firmata. E' molto di più, nel bene e nel male. Ed io sinceramente, se fossi la madre di una delle ragazze dell'Olgettina, mollerei tutto e correrei a chiederle cosa sta facendo alla sua vita. E se fossi un nonno di 75 anni, passerei un po' di tempo con i miei nipotini. Che la vita è molto, ma molto di più di un festino.



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Diario

RICAPITOLIAMO

13 dicembre 2010 permalink 27commenti
Tanto per ricapitolare - visto che la cosa mi viene chiesta con una certa frequenza, e so che pur essendo un fatto privato ha, purtroppo, rilievo pubblico:
 
1. la mia bimba non è ancora nata.

2. oggi è la data "presunta" del parto (il che vuol dire, per chi non c'è mai passato, che oggi finiscono i 9 mesi di gravidanza). Ma ovviamente è indicativa, la maggior parte dei bimbi nascono prima o dopo.

3. se non nasce nelle prossime 24 ore, domani in aula a votare ci sarò.

4. l'unica eventualità che potrebbe tenermi lontana dall'aula sarà (ovviamente) l'inizio del travaglio.

Non so se la differenza tra fiducia e sfiducia sarà di un voto, non so quale sarà l'esito, nè come ci si arriverà - so che il discorso che oggi Berlusconi ha fatto al Senato non contribuirà a spostare un solo voto a suo favore, se si vuol considerare che le motivazioni siano politiche.

Ma, lasciando per un attimo da parte il mio voto e il pallottoliere, davvero qualcuno pensa che un governo appeso alla data in cui nasce una bimba possa essere non dico stabile, ma anche solo vagamente serio? Hanno iniziato la legislatura con 100 parlamentari in più, e si ritrovano appesi alla data di nascita di mia figlia...?! 

Siamo seri. Il problema, che non è aritmetico ma politico, resta intatto il 15 dicembre (e il 16, 17, 18,...). E si chiama "fine della maggioranza di governo", ovvero immobilismo, incapacità di governare, paralisi, litigi perenni, fino ad arrivare al blocco dell'attività della Camera per paura di andar sotto su ogni provvedimento. 

Mentre l'Italia, senza timone nè timoniere, va alla deriva.

Siamo seri.

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permalink | inviato da BlogMog il 13/12/2010 alle 10:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (27) | Versione per la stampa
Diario

IL 14 DICEMBRE, D-DAY PRIVATO E POLITICO...

5 dicembre 2010 permalink 12commenti
Fin qui, sul blog non ne ho scritto. Scaramanzia, brutti ricordi di passati dolori resi un po' troppo pubblici. Ora sono piu' o meno ad una settimana dalla nascita della mia seconda bimba. Gioia immensa, piccoli acciacchi e piccole ansie, grande attesa... Il centro del mio mondo, della mia mente, e' li'. Come tutti i genitori sanno e come gli altri immaginano, per una nascita (oltretutto tanto voluta) non si puo' fare altrimenti.

Sono stata fortunata, ho avuto una gravidanza senza grandi complicazioni (giusto un mese di "riposo forzato" a maggio), che mi ha consentito di continuare la mia vita normalmente, prendermi cura della mia prima bimba, e lavorare serenamente fino a pochi giorni fa. Tutto bene.

Il piccolo dettaglio ansiogeno e' che la data prevista per il parto e' il 13 dicembre, ovvero il giorno prima del voto di fiducia... 

E' inevitabile che io viva uno strano accavallarsi di tensioni: l'attesa del parto, il conto dei voti di differenza tra la fiducia ad un governo che di fatto non c'e' piu' e la possibile fine dell'epoca di Berlusconi. Strano e bello pensare che mia figlia potrebbe nascere in un'Italia che inizia ad essere un po' diversa - per carita', non mi faccio illusioni di miracoli immediati, ma un po' piu' libera, piu' orgogliosa di se' e delle sue possibilita', questo si'. Un'Italia un po' piu' normale, un po' piu' dignitosa, di cui poter andare un po' fieri. Poco poco.

Per questo, soprattutto, faro' tutto il possibile per essere in aula a votare la sfiducia a questo (non)governo. Non solo per senso del dovere, per la responsabilita' che sento verso chi rappresento in quell'aula (anche se li rappresento con tutte le anomalie di una legge elettorale che spezza il filo del rapporto diretto tra cittadino e parlamentare), e nell'anacronistica assimilazione che la Camera fa tra malattia e gravidanza un'eventuale assenza per parto peserebbe esattamente quanto quella di chi ha un'influenza (o ha negoziato di averla proprio quel giorno). 

Non solo per queste ragioni, che pure da sole sarebbero piu' che valide, ma anche e forse soprattutto perche' credo che ognuno di noi debba fare tutto quel che puo' per rendere il nostro paese un po' migliore di quello che e' - o almeno provarci. E tanto e' brutta la rappresentazione che l'Italia sta dando di se stessa in questi ultimi mesi (anni forse), a partire dalla politica, che se si ha un modo, un qualsiasi modo per invertire la rotta, bene, credo che tutti debbano sentire la responsabilita' pressante di farlo. Io posso farlo cercando di non far mancare il mio voto, il 14, alla mozione di sfiducia a questo governo che non smette di fare danni neanche quando la paura lo paralizza e lo costringe all'inattivita' (perche' anche lo star fermi, in tempi come questi, fa danno eccome).     

Per questo, a meno che io non sia proprio in sala parto e dintorni, il 14 in aula ci saro'. Votero', e tornero' dritta dritta ai miei doveri e piaceri di mamma, cui non intendo che mia figlia rinunci (vediamo sempre la maternita' come un diritto della mamma, mai che ci venga in mente che e' anche un dovere, suo e del papa', per corrispondere ad un diritto del figlio...).Spero che questo sia possibile ed anzi probabile, considerato che una minima percentuale dei bimbi nasce proprio nella data prevista per il parto. So bene pero' che e' inutile arrovellarsi granche': nascono quando sono pronti, il momento lo decidono loro, ed e' giusto, naturale ed un bene che sia cosi'. Per questo devo smentire categoricamente di aver preso in considerazione di fare un cesareo per puri motivi politici, come erroneamente riporta il titolo del
Corriere (l'articolo e' invece corretto, ma si sa che purtroppo vale spesso piu' quel che dice il titolo...). Non scherziamo: come far nascere un bambino e' decisione che spetta ai medici, e le valutazioni non possono ne' devono essere che mediche. Io posso solo sperare che questa mia bimba decida di nascere qualche giorno prima, o anche solo un giorno dopo - e che, se proprio deve nascere il 14, la differenza tra fiducia e sfiducia non sia di un voto!
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GENITORI PRECARI, PICCOLI IMPRENDITORI E AMMINISTRATIVE NEL VICENTINO

7 maggio 2009 permalink 7commenti
Oggi a Siena facciamo la prima tappa del viaggio nell'Italia nascosta. Abbiamo scelto di cominciare dai genitori precari - quelli che hanno bimbi piccoli ed un lavoro a scadenza, e quelli che un figlio lo farebbero, se avessero un lavoro che glielo consente. Perchè a parlare di famiglia sono bravi tutti (chi più coerentemente, chi meno...), a sostenerla sono proprio in pochi.

Domani, a Vicenza con Franceschini: prima incontriamo i piccoli imprenditori, con le proposte del PD per sostenerne la produzione e agevolare l'accesso al credito, poi in treno da Dueville a Schio dove incontreremo i candidati alle amministrative dell'alto vicentino.
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ITALIA NASCOSTA E 5 PER MILLE

14 aprile 2009 permalink 4commenti

Domani alle ore 12.00 presenterò insieme a Dario Franceschini e Maurizio Martina il nuovo portale "Italia Nascosta" (la conferenza stampa sarà pubblicata dalle ore 15.30 su www.italianascosta.eu).

Questa è la mia dichiarazione su 5 per mille ed election day:

TERREMOTO. MOGHERINI: GIÙ LE MANI DAL 5 PER MILLE

"L'idea di ricorrere al cinque per mille e' contraddittoria poiché sottrae risorse fondamentali proprio a coloro che sono sempre in prima linea a favore di chi soffre" afferma Federica Mogherini della segreteria del Pd, e aggiunge:

"Piuttosto il Pd, da settimane, chiede di accorpare elezioni europee, amministrative e referendum per risparmiare quasi 500 milioni di euro, che potrebbero essere destinati immediatamente alla ricostruzione del dopo terremoto. E' una via semplice e chiara che però e' impedita dagli interessi di bottega dei leghisti".

Per Mogherini, "scartare l'election day sarebbe sintomo di una politica malata, imponendo agli italiani, e soprattutto agli abruzzesi, una illogica ed offensiva Bossi tax".

 
Diario

LE STORIE INTORNO A ME

2 aprile 2009 permalink 2commenti
 Mi arrendo, non riesco più a scrivere spesso come prima. Le giornate volano via lasciando liste di cose da fare che a sera sono più lunghe che al mattino. C'è il lavoro di partito. C'è il lavoro parlamentare. Ci sono le iniziative nei circoli. C'è un po' di tv (qui la registrazione del caffè di Rainews24 cui ho partecipato lunedì - è il secondo video). C'è un nuovo progetto a cui sto lavorando molto, insieme ad altri, e che da domani condividerò. Il resto della vita, a dire il vero, c'è poco, nelle mie giornate. Ma lo trovo nei racconti che sento, nelle persone che incontro, nelle storie che ascolto. E' come vedere riflessa la vita che non fai, ma che conosci bene. Come trattenere il fiato per un attimo, respirare per interposta persona. 
Trovo storie belle e di dolore. Non so se è un caso, o se invece è l'impatto reale della crisi economica sulla vita di chi mi circonda. Trovo storie di incertezza, di paura, di solitudine. Trovo un gran bisogno di sentirsi parte di una comunità, di avere una rete di protezione. Trovo la voglia di veder riconosciute le proprie potenzialità, le capacità, l'energia. E trovo chi l'energia la sta perdendo, delusione dopo delusione. 
Non so se è un caso. Forse sono i miei occhi che vedono questo, piuttosto che altro. Sono sempre stata convinta che il racconto stia negli occhi di chi lo legge, più che nella mano che lo scrive. E però, certo, non si può vedere quel che non c'è. Io vedo tanto dolore, tanta difficoltà - più che nel passato. 
Di fronte a questo, ogni cosa - seppure utile - sconta il limite della parzialità, del "ci vorrebbe ben altro". Si fa presto a sentirsi impotenti, frustrati, disarmati. Soli e piccoli, di fronte a cose più grandi di ognuno di noi. 
Credo che in periodi come questi, più che mai, sia necessario sentirsi parte di qualcosa di più grande, di comune, di condiviso. Una comunità, una famiglia, un partito, un paese. Per essere meno cattivi, meno tristi, e meno soli. 

PS: io oggi vado a firmare per "non avere paura". Invito a fare altrettanto



permalink | inviato da BlogMog il 2/4/2009 alle 15:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
chi sono
Sono nata a Roma il 16 giugno del 1973 da papà toscano (Anghiari, Arezzo) e mamma veneta (Vittorio Veneto, Treviso).
contatti mail: mogherini_f@camera.it
tel: 06.67605348
Fax: 06.67605726
Indirizzo: Camera dei Deputati, Piazza S. Claudio 166 - 00186 Roma


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