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federica mogherini
Democratica

QUANDO I RIFLETTORI SI SPENGONO

10 maggio 2010 permalink 0commenti

Ho ricevuto dal PD de L'Aquila un invito a sostenere l'acquisto di una casetta di legno per ricollocare le attività sanitarie di base (i medici di famiglia) di Montereale, frazione di Marana. Il terremoto ha distrutto l'ambulatorio e le tante persone anziane che abitano lì ancora non hanno un luogo dove farsi visitare, dove poter trovare il proprio medico. 
E' un segno, piccolo ma importante, del fatto che dietro ai proclamati miracoli la vita è ben lontana dall'essere avviata alla normalità, a L'Aquila.
Il PD si è mobilitato in modo straordinario, un anno fa, non solo per denunciare gli errori e i ritardi nella gestione della ricostruzione (oggi evidenti), ma anche per portare in quei territori volontari, strutture (quelle delle feste), pasti e sorrisi, coperte, aiuto.
Credo sia importante oggi continuare a farlo. Perchè è quando i riflettori si spengono che fa più freddo, e ci si sente più soli.
Se c'è qualcuno che ha voglia e modo di dare una mano, queste sono le coordinate bancarie: 

IBAN: IT91C0832740440000000003542

Conto intestato a PARTITO DEMOCRATICO DELLA PROVINCIA DELL’AQUILA

Causale: EMERGENZA TERREMOTO


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Democratica

DIARIO DI UN GIORNO IN ABRUZZO

20 aprile 2009 permalink 2commenti
Venerdì sono stata in Abruzzo, per visitare insieme a Franceschini alcune tendopoli e per fare una serie di incontri (Bertolaso, PD abruzzese, i volontari del PD e le loro cucine nelle tendopoli, le categorie produttive).

Ho trovato tendopoli grandi ed efficienti, con gli scout che organizzano le attività per i bambini ed il tendone per la messa. Ho trovato tende adibite a ludoteche, davanti alle quali pochi bimbi impauriti esitavano, sospettosi. Ne ho sentito uno dire “se è come la scuola, martedì e giovedì facciamo musica? Ma i miei compagni non ci sono…?”.

Ho trovato centri di smistamento per vestiti e generi di prima necessità attrezzatissimi, ed uno spogliatoio con un cartello che diceva “insegnate ai vostri bambini ad essere autonomi, negli spogliatoi si entra da soli”.

Ho trovato tendopoli piccole, 10 tende in tutto, a 1.100 metri sul livello del mare, spazzate da un vento gelido e con i monti coperti di neve intorno, e senza il cavo dell’elettricità che consentisse di accendere le stufe – neanche di notte, quando si va sotto zero.

Ho trovato ragazzi che devono fare l’esame di fine anno (medie o superiori che siano) e non sanno se, quando, come e dove lo faranno. Ragazzi che in ogni caso è difficile immaginare possano studiare, in quelle condizioni – quali libri…? Quale concentrazione…? Ho trovato ragazzi che, serenamente, mi hanno detto che fino a settembre dell’anno prossimo non andranno a scuola, se ne riparla col nuovo anno scolastico.

Ho trovato mamme che mi hanno detto che in fondo nelle tende si può stare, che non si sta male, non ci si può lamentare. Ma che certo, 5 o 6 mesi in una tenda da 10, col freddo di queste notti e col caldo che verrà, in una promiscuità prolungata, forse questo semplicemente non sarà sostenibile.

Ho trovato i volontari del PD di Firenze e Sesto Fiorentino che cucinavano nella tendopoli di Castel di Ieri, un piccolo paese a un’ora di curve da L’Aquila, apparentemente poco colpito ma comunque con le case inagibili, e tutti gli abitanti nella tendopoli: un bimbo di 18 mesi, due donne incinte, signore anziane. I volontari PD, arrivati qualche giorno prima, hanno montato un tendone, la cucina da campo delle feste di partito, ed hanno iniziato a cucinare, servire i pasti in tavola, e giocare a calcio con i bambini del campo.

Ho trovato una ragazza che mi ha raccontato che, uscita di casa la notte del terremoto, nel centro de L’Aquila, pensava che la polvere che la circondava fosse nebbia.

Ho trovato il vuoto negli occhi di chi non sa da cosa ricominciare, con quali risorse, con quali soldi, in che tempi. Ho trovato imprenditori con le attività inagibili, commercianti con le merci sepolte dalle macerie. Una città spettrale, nessuna attività aperta – i bar, le banche, i supermercati. Un lento girare a vuoto, senza meta, senza una cosa precisa da fare se non chiedersi cosa fare.

Ho trovato la voglia di ricominciare, presto, e la rabbia di quel 33% di aiuti annunciato che suona come una beffa a chi ha perso tutto, anche la casa su cui aveva già un mutuo, anche il lavoro, la fonte di reddito, ed al pensiero di fare un nuovo mutuo per pagarsi la ricostruzione si mette a ridere, amaro. Soprattutto, se si pensa che per l’Umbria gli aiuti alla ricostruzione coprivano il 100% dei lavori strutturali.

Ho trovato un terremoto arrivato nel pieno di una crisi economica.

Un terremoto che ha distrutto non solo vite e case e negozi, ma anche tutti i luoghi delle istituzioni, decapitando in una notte sola tutte le funzioni proprie di un capoluogo di regione.

Una situazione straordinaria, in cui operano volontari instancabili, con una forza d’animo, un’umanità ed un’ingegnosità davvero eccezionali. Una popolazione colpita ma forte, dura nello sguardo come nella volontà di farcela. Amministratori che lavorano giorno e notte per le proprie comunità senza trarne visibilità, senza telecamere al seguito, senza farsi campagna elettorale sulle macerie.

Di fronte a questo, la politica c’entra poco.

C’entra però quando si parla di ricostruzione, di fondi destinati (o non destinati, come quei 400 milioni che si sarebbero potuti usare se si fosse fatto l’election day), di lasciare o meno il potere di decidere come e dove ricostruire a chi vive lì (tra new town e old town, sono gli aquilani, gli abruzzesi a dover scegliere: non Roma). C’entra nell’incoraggiare, o piuttosto frenare, la ricerca della verità, delle eventuali responsabilità. C’entra quando passa un messaggio culturale piuttosto che un altro: il rispetto delle regole, o l’aggirarle; la cura per la comunità ed il territorio o l’egoismo del “si salvi chi può”.

Serve far questo, oggi: aiutare l'assistenza e la ricostruzione. Tenere accesi i riflettori su ciò che va, e su ciò che può e deve essere migliorato. Trarre da quelle macerie un insegnamento da tenere sempre a mente.


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permalink | inviato da BlogMog il 20/4/2009 alle 16:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Democratica

GLI AIUTI DEL PD PER L'ABRUZZO

9 aprile 2009 permalink 1commenti
In questi giorni sto lavorando a questo:



C'è poco tempo per altro. Solo, la soddisfazione di aver ottenuto alla Camera lo stralcio delle ronde dal decreto sulla sicurezza, e la vittoria sulla mancata estensione del periodo di permanenza nei centri di identificazione e espulsione.

Vediamo se si ravvedono anche sull'election day, magari destinando i soldi risparmiati all'Abruzzo. Sarebbe doveroso...

Buona pasqua.

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permalink | inviato da BlogMog il 9/4/2009 alle 16:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Democratica

PER L'ABRUZZO

6 aprile 2009 permalink 3commenti
Stanotte mi sono svegliata per il rumore delle cose che cadevano, in casa. Il letto oscillava, le pareti anche. Abito all'ottavo piano, a Roma - non potevo non sentirlo.
Il pensiero è andato subito all'epicentro, alle case non in cemento armato. Alle vittime. Stamattina, la drammatica conta dei dispersi, dei morti. Un bollettino di guerra, in un territorio come quello italiano che dovrebbe essere pronto a prevenire i danni delle scosse sismiche. Ma non è il momento di pensare a questo: bisognerà ricordarsene dopo, quando la polvere si depositerà, quando non sarà più la prima notizia dei tg. Allora servirà coerenza ed attenzione, aiuto per la ricostruzione, scelte conseguenti.
Oggi è urgente agire, organizzare gli aiuti, donare: tempo e mani, per chi può, attraverso la protezione civile. Sangue. Ospitalità, per chi abita nei territori limitrofi. E soldi, che servono e serviranno a tutti coloro che sono rimasti senza la loro casa.

Il PD ha messo a disposizione della protezione civile sedi e volontari, e sono tante le realtà locali del partito che si stanno attivando per organizzare gli aiuti. Il Partito democratico ha attivato nella sua sede nazionale una unita' di coordinamento per indirizzare, attraverso la Protezione Civile e gli assessorati competenti, aiuti concreti per le popolazioni dell'Abruzzo
duramente colpite dal sisma.
La struttura, istituita presso il dipartimento Organizzazione, e' coordinata dai parlamentari Donato Renato Mosella, dell'area organizzazione del Pd e gia' a capo del Volontariato del Giubileo, Ettore Rosato, sottosegretario agli Interni del governo Prodi e da me, per la segreteria nazionale.
Due le principali iniziative attivate al momento: la prima, il reclutamento di volontari con specifiche competenze (medici, infermieri, elettricisti, idraulici, cuochi, falegnami, psicologi, informatici, radioamatori, etc.) che saranno messi a disposizione della Protezione Civile per rafforzare le squadre di soccorso che si apprestano a raggiungere i luoghi colpiti dal terremoto; la seconda, l'allestimento di cucine da campo.
I volontari che vogliono aderire a questa iniziativa possono registrarsi tramite il sito www.partitodemocratico.it oppure contattando il numero 848.888.800.

Abbiamo anche invitato chi volesse dare un aiuto economico a farlo attraverso il fondo che la Caritas ha appositamente attivato: causale "Terremoto Abruzzo" - conto corrente postale 347013 o tramite Unicredit Banca Roma (Iban IT38 K03002 05206 000401120727). Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui:
Intesa Sanpaolo (filiale di via Aurelia 796, Roma - Iban: IT19 W030 6905 0921 0000 0000 012),
Allianz Bank (filiale di via San Claudio 82, Roma - Iban: IT26 F035 8903 2003 0157 0306 097),
Banca Popolare Etica (filiale di via Parigi 17, Roma - Iban: IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113) e CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana (06 66177001).
Democratica

GIORNI TRISTI

17 dicembre 2008 permalink 4commenti
Sono giorni cupi e tristi. Per la pioggia, perche’ ci si sveglia la mattina ed e’ ancora buio. Perche’ l’astensionismo in Abruzzo e’ arrivato a cifre record, e non e’ mai una buona notizia per la democrazia. Perche’ il PD e’ sceso ad un livello di consenso piu’ basso ancora di quanto ci si aspettasse. Perche’ il prossimo presidente di quella regione ha vinto facendo una campagna elettorale con qualche caduta di stile. Perche’ l’elenco degli amministratori locali del PD e parlamentari coinvolti in inchieste giudiziarie si allunga ogni giorno. Perche’ l’83% dei lettori del Corriere on line dicono che c’e’ una questione morale nel PD. E perche’ tutto questo arriva sulle spalle di un partito che gia’ aveva i suoi bei problemi di definizione di linea politica, di gestione della “pluralita’ culturale” interna, di coesione, riconoscibilità esterna, coscienza di se’.

La prima reazione, per me personalmente, nei tempi cupi e tristi e’ lavorare lavorare lavorare. Non farsi travolgere dall’atmosfera che non e’ delle piu’ allegre, e continuare a fare nel migliore dei modi il mio lavoro – anzi, se possibile meglio e piu’ di prima. Ma capisco e so che e’ giusto ed utile (innanzitutto per me) provare a ragionare con lucidita’ e freddezza e condividere i pensieri. Non fare finta di nulla.

Non so e non posso commentare le vicende giudiziarie, per le quali si dovra’ aspettare che la magistratura compia il proprio lavoro. Conosco pero’ abbastanza il corpo del partito, le logiche che lo governano, l’aria che si respira. So che chi ci lavora e chi del PD lavora nelle istituzioni lo fa, nel complesso, per passione e con spirito di servizio. Non mi e’ facile immaginare arricchimenti personali, lucro. So anche pero’ che spesso non si ha la forza, la limpidezza, l’autonomia di pensiero e di giudizio, il coraggio o la coerenza di sottrarsi ad una logica di potere che – in alcuni luoghi piu’ che altrove – pare essere dominante. Quanto spesso, non so. Ne’ so quanto sottile sia il confine tra “non sottrarsi” ed “alimentare”.

Quello che so per certo e’ che il PD e’ nato con una missione storica – e non a caso e’ nato in Italia: quella dell’innovazione della politica e del paese. Ovvero innovazione della proposta politica (il merito) e del modo ed il senso del fare politica (il metodo). La modernizzazione del paese e della societa’, e l’etica dell’impegno pubblico come servizio alla comunita’.

Abbiamo assolto alla nostra duplice missione storica? Per ora, mi pare di no. Abbiamo ereditato alcune pratiche ed idee che lo rendono difficile (insieme ad un capitale inestimabile di buone pratiche e buone idee), ma non mi pare che abbiamo fatto il dovuto per valorizzare cio’ che di buono c’era e neutralizzare cio’ che di meno buono si portava dietro. Parlo delle idee e delle pratiche. Della proposta politica e dell’etica pubblica.

Io continuo a credere che lo strumento che ci siamo dati (il PD, e la sua leadership in questo momento) sia adeguato a tentare l’impresa. Posto che ci si metta a lavorare seriamente per cercare di raggiungere l’obiettivo - la doppia innovazione. Per ora, abbiamo enunciato ottime cose ma poi non le abbiamo realizzate – su entrambi i fronti: quello dell’innovazione della proposta politica, e quello dell’etica pubblica. E la distanza tra buone intenzioni e scarsi risultati, o peggio l’incoerenza tra cio’ che si dice e cio’ che si fa, ci condanna a rendere giorno dopo giorno piu’ serio quel difetto di credibilita’ che distrugge il nostro progetto.

E non e’ che se fallisce questo, di progetto, ce n’e’ altri. Forse dobbiamo prenderci un po’ piu’ sul serio, perche’ la missione che ci siamo dati non e’ affatto uno scherzo.

PS: si invoca l’unita’ del gruppo dirigente. Certo, sarebbe bene evitare di picchiarsi quotidianamente, soprattutto nel momento in cui non mancano i colpi esterni. Ma spero che la “questione morale” non diventi un alibi per evitare di fare chiarezza sulla linea politica del nostro partito. Si puo’ essere uniti e solidali senza essere necessariamente d’accordo su tutto. Mi spaventa invece l’idea che si affoghino le distinzioni politiche dentro una formale “unita’ del gruppo dirigente”. Si puo’ evitare di suicidarsi senza che questo vada a scapito della chiarezza della linea politica.

chi sono
Sono nata a Roma il 16 giugno del 1973 da papà toscano (Anghiari, Arezzo) e mamma veneta (Vittorio Veneto, Treviso).
contatti mail: mogherini_f@camera.it
tel: 06.67605348
Fax: 06.67605726
Indirizzo: Camera dei Deputati, Piazza S. Claudio 166 - 00186 Roma


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