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federica mogherini
Democratica

ASCOLTARE E LAVORARE (E L'8 MARZO)

9 marzo 2009 permalink 10commenti
  Sono a Pescara, tra poco iniziamo l'incontro con i circoli, e trovo finalmente un po' di tempo per scrivere.
Non sono neanche due settimane che sono in segreteria, ma mi sembra un secolo. Il carico di lavoro è tanto, tantissimo. C'è da impostare il profilo del partito, capire su quali temi caratterizzarsi (crisi) e quali delle nostre proposte far emergere (assegno), provare a coordinare le tante competenze che a vari livelli e titoli lavorano sugli stessi temi, rendere chiari i messaggi, univoca la voce del partito. C'è da girare il territorio, ascoltare "la base" e portare nei circoli alcune parole chiare, alcuni argomenti utili a chi può trasmetterli, moltiplicarli. C'è da fare anche un po' di presenza mediatica - solo nell'ultima settimana ho fatto Omnibus, Sky, Redtv, una dichiarazione ai Tg ed il servizio del Tg1 per l'8 marzo (poi questo lo racconto meglio). C'è da fare le iniziative politiche già previste, quelle nuove e quelle ancora da inventare. C'è da fare il lavoro parlamentare, le riunioni di gruppo (domattina sul federalismo fiscale), le votazioni in aula (da domani con le impronte, ed assisteremo al caos organizzato ed alla vergogna di una Lega che al nord dice "Roma ladrona" e a Roma spreca i soldi dei contribuenti rendendo quasi vana la lotta ai pianisti che garantiscono la diaria ai parlamentari assenti).

La parte del lavoro che mi piace di più è quella di questo pomeriggio a Pescara, di venerdì scorso ad Acilia, della scorsa settimana a Castagnaro, a Peschiera e nel circolo di Roma Lanciani: riallacciare il filo tra i democratici, aprire un canale di collegamento e comunicazione tra chi fa e costruisce il partito nel territorio e chi prova a farlo "a Roma". Serve alla "base", e serve al "nazionale". Serve a fare meglio ognuno il proprio compito, il proprio pezzetto di strada. E' così che abbiamo iniziato a lavorare in segreteria: con la consapevolezza che abbiamo un ruolo innanzitutto di servizio da svolgere, di facilitazione, di messa in moto di energie che hanno la necessità innanzitutto di vedere che "a Roma" si parla con una voce sola, si danno messaggi chiari e comprensibili, si rende possibile un'azione credibile sul territorio, e si trasmettono strumenti utili ed immediatamente utilizzabili. Certo, non sempre è facile e non sempre ci riusciremo. Ma almeno abbiamo capito che bisogna lavorare in questa direzione, e ci stiamo provando.
Dall'altra parte, credo ci sia bisogno di rimettere insieme tutti quelli che hanno creduto e credono ancora nel progetto - innanzitutto quelli arrabbiati, delusi o frustrati: abbiamo bisogno di spirito critico, energie vive, vere, sincere. Ed abbiamo bisogno di renderle rilevanti, nella vita del partito, di offrire canali di partecipazione che ci aiutino, aiutino tutti noi, a fare le scelte migliori, più giuste, più efficaci, più utili. Ritrovare quello spirito che rende il PD "cosa comune", di tutti i democratici. Anche perchè è quella la nostra forza, l'energia dei democratici, il valore collettivo della nostra azione. 

Io vorrei continuare innanzitutto a fare questo: girare, ascoltare, capire come migliorare, provare a realizzarlo. Vorrei continuare a fare almeno uno, due incontri a settimana nei circoli, con i circoli. Tenere aperto questo canale, che è vitale. E, in più, provare a fare quello che mi è stato chiesto di fare: coordinare l'iniziativa politica dei dipartimenti tematici con il lavoro della segreteria, dei gruppi parlamentari, dei segretari regionali. Ogni suggerimento è sempre bene accetto (anche se non rispondo, leggo - sempre).

Almeno come P.S. vi devo un racconto del mio 8 marzo. La mattina sono stata all'iniziativa del PD Lazio, con Franceschini e tante altre elette (ed eletti) del PD, a Roma, al Pigneto. Una bella iniziativa, con tante testimonianze e tanti impegni utili. Il pomeriggio, avendo aderito all'invito di Paola Concia ("l'8 marzo invita un uomo a cena"), ho invitato Paolo Bonaiuti a prendere il tè a casa mia. Perchè? Ora provo a spiegarlo.
Innanzitutto, credo che sia bello uscire dalla retorica dello "stiamo tra donne" e coinvolgere gli uomini, proprio l'8 marzo, nello sforzo di capire cosa può migliorare la vita delle donne (e quella di tutti) e nel condividere la responsabilità di farlo. Perchè sono convinta che la parità non sia un "problema" delle donne ma di tutta la società, e che insieme vada affrontato e risolto. Che si parli di conciliazione tra lavoro e famiglia, che si parli di occupazione, che si parli di violenza, che si parli di rappresentanza, c'è una responsabilità maschile da sollecitare, da coltivare, da pretendere - e non sarà con la separazione ma al contrario solo con il pieno coinvolgimento che toglieremo agli uomini ogni alibi in proposito.  
Perchè Bonaiuti, perchè un politico della maggioranza di governo? Perchè se il punto è chiamare alle loro responsabilità gli uomini, in questo momento la responsabilità maggiore, quella del governo, la esrecitano loro - che ci piaccia o no. E visto che in parlamento questo governo non ci viene granchè, non ascolta granchè, mentre un invito a cena lo accettano volentieri, abbiamo provato a fare arrivare qualche messaggio così. A metà tra la provocazione ed il gesto simbolico.
Io personalmente ho scelto di invitare Bonaiuti - uno degli uomini più vicini a Berlusconi - non a cena ma a merenda, a casa mia e non in un locale. Motivi strettamente logistici (la domenica sera, chi ha figli piccoli va a letto presto, la mattina dopo si va a scuola!) ed anche politici: volevo che venisse a casa mia, in un normale appartamento di 70 metri quadri, in un normale palazzo di 8 piani in un normale quartiere di Roma, con un ascensore piccolino e un po' sgangherato, i cassonetti rotti sotto casa, i marciapiedi con le buche ed i lampioni che funzionano uno sì e l'altro no. Volevo che vedesse un mondo che probabilmente vede solo nelle fiction, volevo spiegargli che esiste, che la vita normale, reale, è quella - non Palazzo Grazioli o le ville in Sardegna - e che le donne normali fanno una vita faticosa, complicata, e che bisogna farci i conti. Gli ho detto che il primo problema delle donne è il lavoro doppio, triplo, e mal o nulla pagato: il lavoro, la casa, i figli, i genitori anziani. I soldi che non bastano. Lo stipendio più basso di quello dei colleghi uomini. I contratti precari. I servizi che non bastano (e che i comuni, privati dell'ICI dei redditi più alti, tagliano ulteriormente). Un welfare su misura di uomo capofamiglia degli anni '50. E poi sì, certo, anche la violenza. Ma che non pensino di far sparire la violenza della fatica delle acrobazie quotidiane dietro agli stupri. Che non pensino che la radice della violenza non stia nella "cultura" che loro stessi dispensano.
Gli ho raccontato che oggi sono in Parlamento, ma che per 10 anni ho avuto contratti a progetto, ed i miei primi lavori sono stati da McDonalds' ed in un call center, e che quelli sono lavori per cui non esistono ammortizzatori sociali. Gli ho raccontato che non esiste una persona, tra quelle che conosco, che non sia colpita direttamente o indirettamente, dalla crisi economica e occupazionale. Che possono raccontare ciò che vogliono, ma la vita vera delle persone è diversa, oggi, da quella che loro raccontano. E che farebbero bene a capirlo, ed a provvedere. Che accogliere la nostra proposta di assegno per i precari che stanno perdendo il lavoro sarebbe serio ed utile. Perchè esercitano la maggiore delle responsabilità, quella di governare un paese, in un momento difficile.
Ha ascoltato. Su alcune cose mi ha dato ragione. Su altre, ho avuto l'impressione di raccontargli cose a lui totalmente ignote, estranee.
Non so se è stato utile. Ma almeno ho provato.
Democratica

DOMATTINA A OMNIBUS E SU SKY

5 marzo 2009 permalink 14commenti
Sono giorni che voglio scrivere e non trovo un briciolo di tempo per farlo come si deve. In realtà, neanche questo è il momento migliore, perchè stiamo chiudendo il volantino per le iniziative dei circoli sulla proposta di assegno a chi perde il lavoro e le lettere ai parlamentari perchè si attivino nei territori.
E' giusto un "cucu'! Sono ancora viva!".
Ed un paio di appuntamenti per domani, per chi può e vuole: domattina sono a Omnibus, su La7 alle 7.45, con Parisi, La Russa e Formigoni (...uno non si fa mancare niente, no?!). Poco dopo, alle 9.40, su Sky per "un caffè con...". Il trucco è semplice: Omnibus l'abbiamo registrato oggi... ma l'effetto sarà un po' da reti unificate!
Il pomeriggio alle 18.30 , invece, sarò al Circolo PD di Acilia.
Ed appena avrò un minuto di respiro provo a raccontare le mie impressioni, le riflessioni, le cose che mi pare ci siano da fare.
chi sono
Sono nata a Roma il 16 giugno del 1973 da papà toscano (Anghiari, Arezzo) e mamma veneta (Vittorio Veneto, Treviso).
contatti mail: mogherini_f@camera.it
tel: 06.67605348
Fax: 06.67605726
Indirizzo: Camera dei Deputati, Piazza S. Claudio 166 - 00186 Roma


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