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federica mogherini
Per la pace

PER NON DIMENTICARE HIROSHIMA

6 agosto 2012 permalink 0commenti


Il mio intervento in Aula per non dimenticare il 67° anniversario del bombardamento atomico di Hiroshima.
Per la pace

PARTECIPAZIONE ITALIANA A MISSIONE OSSERVATORI ONU IN SIRIA

5 luglio 2012 permalink 2commenti


Il mio intervento in Aula sulla partecipazione italiana alla missione di osservatori Onu in Siria.

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Per la pace

AFGHANISTAN: CORDOGLIO PER CADUTA MILITARE ITALIANO. CHIARIRE DINAMICA E RESPONSABILITÀ SU INCIDENTE, MA NON APRIRE OGGI DIBATTITO SU FUTURO MISSIONE

25 giugno 2012 permalink 0commenti

"Voglio esprimere parole di cordoglio e di vicinanza alla famiglia - in particolare alla giovane moglie e al figlio piccolissimo - del carabiniere scelto Manuele Braj, caduto oggi nella base di addestramento di Adraskan, in Afghanistan.

Sarà importante che il Governo italiano chiarisca la dinamica e le responsabilità di quanto accaduto, per un dovere di trasparenza e di chiarezza, e per dare conto di quanto le nostre forze armate operino nelle condizioni di massima sicurezza possibile in un teatro di crisi come quello afghano.

Ma è giusto anche ribadire come proprio nel giorno della morte di un militare italiano non sia opportuno aprire un dibattito pubblico per rimettere in discussione il nostro impegno in Afghanistan, sia perché questo è esattamente l'obiettivo degli insurgents - e assecondare questa prospettiva vanificherebbe l'impegno internazionale di anni e anni -, sia per rispetto a chi ha perso la vita (che siano militari, italiani o di altri paesi, o civili afghani).

Ogni riflessione su obiettivi, sviluppi e tempi della missione internazionale in Afghanistan è fondamentale che si svolga in Parlamento e in seno all'Alleanza Atlantica, in modo trasparente e con scelte condivise tra alleati e utili a stabilizzare e dare una prospettiva duratura di pace e di sviluppo ai civili afghani ed all'intera regione".

E' quanto dichiara Federica Mogherini, deputata, Segretario della Commissione Difesa e responsabile Globalizzazione PD.

Per la pace

MEDICI SENZA FRONTIERE: 40 ANNI DI IMPEGNO UMANITARIO, PER LA DIGNITÀ DELLE PERSONE E LA PACE TRA POPOLI

21 dicembre 2011 permalink 0commenti

“Oggi “Medici senza frontiere” compie 40 anni.
40 anni di impegno umanitario indipendente e prezioso, e non solo perché fin dalla sua nascita, “Medici senza frontiere” ha prestato assistenza sanitaria alle vittime di disastri naturali e di conflitti in tutto il mondo, ma anche e soprattutto perché, come ricordato dal Comitato norvegese del Nobel che ha premiato “Medici senza frontiere” con il Premio Nobel per la Pace nel 1999, “MSF porta all’attenzione pubblica le catastrofi umanitarie, e segnalando le cause di tali catastrofi, l’organizzazione aiuta a formare la pubblica opinione contro la violenza e l’abuso di potere”.
L’azione di MSF è, dunque, preziosa per il conforto e l’aiuto concreto che offre a centinaia di migliaia di vittime, a partire da donne e bambini, in aree di crisi dove spesso rappresenta uno dei pochi presidi umanitari presenti e riconosciuti dalle parti. Ma è anche uno straordinario esempio di impegno globale per la dignità delle persone, per il rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, per la pace tra popoli.
A “Medici senza frontiere” va il ringraziamento del Partito Democratico per questo straordinario impegno e l’augurio che possa proseguire nella sua opera umanitaria con tanti, ulteriori, successi e riconoscimenti internazionali”.
E’ quanto dichiara Federica Mogherini, deputata PD e Responsabile Globalizzazione del PD.

Per la pace

AFGHANISTAN, COME RESTARE

8 dicembre 2011 permalink 0commenti

La conferenza di Bonn che in questi giorni sta tentando un bilancio ed un rilancio dell'impegno della comunità internazionale in Afghanistan ha una missione difficile. E' infatti chiamata a confermare un calendario di disimpegno militare non più rinviabile, e deve allo stesso tempo far sì che i risultati ottenuti in questi dieci anni di presenza in Afghanistan non vadano in fumo.
Progressi parziali, limitati, ma niente affatto trascurabili: sia nel campo della sicurezza (interna ed internazionale), sia nel riconoscimento formale e nella tutela sostanziale dei diritti umani, sia nello sviluppo di condizioni di vita almeno parzialmente accettabili per la gran parte della popolazione locale. Restano, certo, alcuni punti di debolezza strutturale: la mancanza di autorevolezza e di trasparenza in molti settori del governo e dell'amministrazione; i ritardi nello sviluppo di quelle infrastrutture fondamentali perché la vita quotidiana diventi se non facile almeno sostenibile; l'acquisizione di alcuni principi di eguaglianza e di rispetto dei diritti fondamentali che non si limiti ai percorsi formalmente regolamentati ma riesca ad andare più in profondità nella società afghana e nelle sue diverse, complesse, articolazioni; il contesto regionale, ancora estremamente fluido e di certo ben lontano dalla stabilità, con attori tanto ingombranti quanto potenzialmente risolutivi, determinati certamente a giocare un proprio ruolo nell'area, ma anche a cambiare il segno del proprio posizionamento spesso più sull'onda di convenienze momentanee e slanci emotivi che sulla base di strategie di lungo termine e di ampia portata - come l'assenza del Pakistan a Bonn dimostra.
In questo quadro, complesso e fluido, articolato tanto da rendere difficile qualsiasi lettura univoca, i paesi che in questi dieci anni hanno provato a sostenere un processo di "messa in sicurezza" dell'Afghanistan si trovano a fare i conti con i propri limiti, errori, contraddizioni. Si vuole andar via - e se per "presenza" si intende quella militare, e' tempo che si vada via. Si vuole restare - e se si pensa alla presenza civile, agli aiuti, alla ricostruzione ed alla tutela dei diritti, e' necessario restare. 
In questo difficile, delicato passaggio, si rischia di perdere un capitale di investimenti (economici, militari ed umani) senza prezzo. Ne va della sicurezza internazionale, in un'area altamente esposta alla permeabilità di organizzazioni terroriste e ad alta concentrazione di armamenti - anche nucleari. Ne va delle potenzialità di sviluppo economico e commerciale, lungo le tracce di una via della seta ricca di risorse e di connessioni strategiche.
Ne va della credibilità della comunità internazionale, delle Nazioni Unite e della Nato, chiamate oggi a far tesoro degli errori del passato per non cadere nel circolo infinito della maledizione afghana. 
La formula usata, in questi giorni a Bonn, e' ovviamente condivisibile: una transizione incentrata su processi di riconciliazione basati sui tre pilastri del rifiuto della violenza, del terrorismo internazionale, e sul rispetto della costituzione - a partire dalla tutela e dalla promozione dei diritti umani, ed in particolare dei diritti delle donne. L'impegno della comunità internazionale a non "fuggire", a restare al fianco degli afghani. E, insieme, l'impegno delle autorità afghane a lasciarsi aiutare, impedendo qualsiasi tentazione di retromarcia rispetto ai passi avanti fatti in questi dieci anni. Ma sarà davvero così ? La comunità internazionale, e gli Stati Uniti per primi, troveranno in questi tempi di crisi l'attenzione e le risorse necessarie per mantenere la promessa? E le autorità afghane avranno la forza, l'autorevolezza, la solidità e la legittimità necessarie per resistere, nel complicato processo di riconciliazione con settori della galassia degli "insurgents" che in questi giorni vedono bene la possibilità di ampliare i propri margini di manovra, una volta che il campo militare sarà sgombro? Sono domande pesanti, dalle risposte non scontate.
La comunità internazionale avrebbe tutto l'interesse, e tutti gli strumenti, per sostenere soluzioni positive per la regione, per gli afghani, e per gli equilibri globali. Un grande potenziale che continuerà ad avere bisogno, per tradursi in atti concreti, di coordinamento multilaterale e leadership - elementi non scontati, nel momento in cui verra' meno la componente militare. Resterà consistente, com'e ovvio, il ruolo americano. Ma molto potrà, se vorrà, l'Europa, e con lei l'Italia.
Il nostro paese ha potenzialità estremamente rilevanti in alcuni dei settori chiave per il futuro dell'Afghanistan. 
Abbiamo l'unicità dell'esperienza dei Carabinieri, preziosissima in contesti come quello afghano e riconosciuta come tale, cruciale nel ruolo di formazione di forze di sicurezza locali - insieme all'ottima esperienza della formazione della polizia di frontiera compiuta dalla guardia di finanza. Sarebbe fondamentale, in questa fase, concentrare il contributo militare italiano su questi due elementi di eccellenza, strategici per accelerare la fase di trasferimento di poteri alle autorità locali. Abbiamo, già avviati, percorsi di formazione delle istituzioni centrali e periferiche dello stato, a partire dal corpo diplomatico. Un'esperienza da
continuare e rafforzare.
Ed abbiamo, soprattutto, il lavoro preziosissimo della società civile italiana ed afghana, costruito caparbiamente da associazioni, ong, operatori della cooperazione internazionale, in questi anni difficili di tagli delle risorse e di scarsi riconoscimenti politici. E' un lavoro quotidiano, costante e silenzioso, che la scorsa primavera a Roma ha trovato un momento di visibilità nella conferenza della società civile afghana voluta ed organizzata dalle ong italiane tra mille difficoltà ma con ottimi risultati. E' un lavoro che rischia di venire vanificato dai tagli insostenibili portati in questi anni al bilancio della cooperazione internazionale - una tendenza che va quanto prima fermata, ed invertita, perché domani ancor più di ieri sarà strategicamente irrinunciabile il contributo che allo sviluppo locale - delle comunità e delle persone prima ancora che delle strutture - puo' portare il lavoro delle nostre ong e associazioni, della nostra società civile. Di ogni euro "risparmiato" dalla fine dell'intervento militare, una parte non irrilevante andrà reinvestita nella cooperazione. Solo così si potrà davvero, seriamente, onorare l'impegno preso solennemente a Bonn in questi giorni, di non lasciare soli gli afghani. Solo così, la fine della presenza militare internazionale non comporterà un ritorno al passato per le donne e gli attivisti dei diritti umani in quel paese. Solo così, eviteremo di far pagare a loro il prezzo del nostro ritorno a casa.

Articolo pubblicato sul quotidiano "Europa" l'8 dicembre 2011.


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Per la pace

SETTIMANA ONU PER DISARMO: FERMARE CORSA AGLI ARMAMENTI PER COSTRUIRE PACE E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

25 ottobre 2011 permalink 0commenti

“Si celebra in questi giorni la “Settimana per il Disarmo” delle Nazioni Unite, un’iniziativa che ha l’obiettivo di far crescere una coscienza globale sull'urgenza e l'importanza di fermare la corsa agli armamenti, operando per una loro riduzione progressiva, attraverso controlli pubblici internazionali sempre più credibili e rigorosi.
La scelta di far iniziare ogni anno questa settimana il 24 ottobre, anniversario della fondazione delle Nazioni Unite, ha un valore simbolico che merita di essere sottolineato, perché conferma la volontà di costruire un ordine internazionale fondato sulla pace e la cooperazione tra popoli.
In un mondo in cui sono ancora seri i rischi di proliferazione nucleare, di sviluppo fuori controllo della tecnologia nucleare per finalità militari, di corsa al riarmo, è importante che si rilanci l’impegno della comunità internazionale in particolare per il disarmo e la non proliferazione nucleare, per giungere ad un mondo completamente libero dalla minaccia delle armi nucleari.
L’Italia e l’Europa possono svolgere un ruolo importante in tal senso, lavorando sempre più in modo coordinato nelle sedi multilaterali, per far sì che iniziative come quelle delle Nazioni Unite trovino riscontro in scelte concrete nella direzione del disarmo internazionale”.
E’ quanto dichiara Federica Mogherini, deputata PD e Responsabile Globalizzazione del PD.


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Per la pace

APERTURA DEL CONSIGLIO D’EUROPA A PALESTINA, AIUTO CONCRETO A PACE IN MEDIO ORIENTE

4 ottobre 2011 permalink 0commenti

“La scelta dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa di conferire lo status di “Partner della democrazia” al Consiglio Nazionale Palestinese è un gesto importante, utile a riannodare il filo di un lavoro della comunità internazionale per la pace in Medio Oriente.
Una scelta che segue quella analoga compiuta a giugno nei confronti del Parlamento del Marocco e che rappresenta uno dei primi segnali di attenzione e di sostegno europeo alla stagione di cambiamenti che, con la Primavera araba, sta investendo il Nord Africa e il Medio Oriente.
Quella assunta oggi è una decisione davvero significativa, perché riconosce il pieno diritto all’esistenza di uno Stato palestinese, collegandolo al corrispondente diritto dello Stato di Israele di esistere in pace e sicurezza, principio che deve essere riconosciuto da tutte le componenti palestinesi, a cui si chiede di rinunciare ad ogni forma di violenza e di condannare il ricorso ad azioni terroristiche.
Il ruolo di stimolo e di controllo che il Consiglio d’Europa potrà esercitare nei prossimi mesi nei confronti del nuovo partner palestinese, dovrà contribuire anche alla ripresa di un dialogo con lo Stato di Israele, a cui va chiesta la sospensione del programma di nuovi insediamenti di coloni e la riapertura di negoziati diretti per il raggiungimento dell’obiettivo finale di avere due stati per i due popoli”.
E’ quanto dichiara Federica Mogherini, deputata PD, Responsabile Globalizzazione del PD e componente italiana dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa.


 


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Per la pace

COOPERAZIONE: COI TAGLI DEL GOVERNO, A RISCHIO SUA SOPRAVVIVENZA

27 settembre 2011 permalink 0commenti

“Il rapporto sullo stato della cooperazione allo sviluppo del nostro paese presentato oggi da ActionAid conferma drammaticamente l'effetto devastante di tre anni di governo Berlusconi anche su questo strumento fondamentale della nostra politica internazionale.
L'Italia, al contrario di altri paesi, in questi anni ha ridotto le risorse per la cooperazione allo sviluppo fino ad arrivare praticamente a zero, mortificando le tante competenze che il nostro paese esprime sul campo e tradendo la volontà dell'opinione pubblica, che capisce molto meglio di chi oggi ci governa che l'unico modo di rendere questo pianeta un luogo più sicuro, equo, e stabile è investire sullo sviluppo, sulla lotta alla povertà, sulla prevenzione delle malattie, sull'alfabetizzazione, sui diritti umani a partire da quelli delle donne e dei bambini. Invece, con scelte drammaticamente miopi, tre anni di governo Berlusconi hanno portato l'Italia al minimo storico anche in questo settore: mai, nella storia della repubblica, gli stanziamenti per cooperazione allo sviluppo sono stati così bassi. Così si mette in crisi non solo il futuro della cooperazione italiana, ma anche il suo presente e la sua stessa sopravvivenza”.
E’ quanto dichiara Federica Mogherini, deputata PD e Responsabile Globalizzazione del PD.


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Per la pace

NOBEL PACE MAATHAI: LE SUE BATTAGLIE AMBIENTALISTE ISPIRINO LE SCELTE DELLA COMUNITÀ INTERNAZIONALE

26 settembre 2011 permalink 0commenti

“Mi unisco al cordoglio internazionale per la scomparsa di Wangari Maathai, prima donna africana premio nobel per la pace nel 2004.
Wangari Maathai ha capito prima di altri quanto stretto fosse il legame tra cambiamenti climatici, modelli di sviluppo, squilibri economici e povertà.
E con la creazione del movimento per la riforestazione del Kenya “Green Belt Movement” ha reso protagoniste le donne di una battaglia per lo sviluppo sostenibile, per la lotta alla povertà, per l’emancipazione femminile, per la pace.
In un’epoca di grandi trasformazioni, di crisi strutturale di un modello di sviluppo economico non più sostenibile, la sua testimonianza di impegno ambientalista, costruito negli anni con battaglie concrete e mai ideologiche, è di esempio per le donne e gli uomini dell’Africa e del mondo intero che lavorano alla costruzione di un nuovo ordine globale fondato sulla pace, sul riconoscimento dei diritti umani fondamentali, sulla democrazia, sulla sostenibilità dello sviluppo.
Ora l’impegno della comunità internazionale deve essere quello di onorare la memoria di Wangari Maathai, lavorando con coraggio e determinazione al pieno successo della quarta Conferenza dell’ONU sullo sviluppo sostenibile (Rio+20) che si svolgerà in Brasile dal 4 al 6 giugno 2012, per assicurare scelte concrete, verificabili nel tempo e impegnative per tutti”.
E’ quanto dichiara Federica Mogherini, deputata PD e Responsabile Globalizzazione del PD.

Per la pace

DISARMO NUCLEARE: IMPORTANTE VOCE COMUNITÀ SCIENTIFICA, ORA ANCHE ITALIA FACCIA LA SUA PARTE

24 settembre 2011 permalink 0commenti

"L’obiettivo di un mondo libero da armi nucleari è diventato negli ultimi anni più concreto, grazie alle posizioni assunte dall’Amministrazione americana di Barack Obama. Ma, nonostante tante importanti prese di posizione a livello internazionale, sono ancora molti i passi concreti da fare. Per questo e' importante che la comunità internazionale, le istituzioni, la politica, la società civile organizzata e l'opinione pubblica facciano sentire con forza la propria voce in favore delle misure di non proliferazione e disarmo. Nei giorni in cui a New York, alle Nazioni Unite si svolgono la Conferenza per favorire l’entrata in vigore del Trattato per la messa al bando dei test nucleari (CTBT) e il Meeting di alto livello sulla sicurezza e sulla protezione degli arsenali nucleari, questa voce si è levata oggi dal 14° Convegno di Castiglioncello sulle “Prospettive di eliminazione delle armi nucleari. Sfide scientifico-tecnologiche e opportunità politiche”,  promosso dall’Unione degli Scienziati per il Disarmo. Oggi a Castiglioncello abbiamo ascoltato e formulato idee e proposte importanti, che meritano di essere ascoltate dalle istituzioni italiane - a partire da un Governo totalmente distratto e inadeguato. L'impegno diretto della comunità scientifica ed accademica deve essere uno stimolo prezioso per la politica e le istituzioni, perche insieme si trovi il modo di rilanciare l'impegno italiano in tutte le sedi internazionali per il disarmo e la non proliferazione nucleare”. E’ quanto dichiara da Castiglioncello Federica Mogherini, Deputata PD, Responsabile Globalizzazione del PD e Portavoce dei “Parlamentari per il Disarmo e la Non Proliferazione Nucleare” (PNND).

chi sono
Sono nata a Roma il 16 giugno del 1973 da papà toscano (Anghiari, Arezzo) e mamma veneta (Vittorio Veneto, Treviso).
contatti mail: mogherini_f@camera.it
tel: 06.67605348
Fax: 06.67605726
Indirizzo: Camera dei Deputati, Piazza S. Claudio 166 - 00186 Roma


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